Comune di Messina, lavoratori sputtanati su Fb: insorge la Uil-Fpl

“La scrivente Organizzazione Sindacale prende atto, ancora una volta, che ogni occasione è buona per alimentare terrore psicologico tra i dipendenti del Comune di Messina, aizzando i cittadini utenti contro il dipendente pubblico in modo generalizzato e discriminatorio a discapito di chi svolge il proprio lavoro con competenza e onestà”. A scriverlo in una nota indirizzata al Segretario generale e al sindaco di Messina, sono Pippo Calapi, Fabrizio Nicosia ed Emilio Di Stefano, rispettivamente segretario generale, responsabile provinciale e segretario aziendale della Uil-Fpl di Messina.

“L’efficienza della macchina amministrativa dell’Ente non si migliora sparando nel mucchio ed incutendo terrore nei dipendenti. La nota del Segretario Generale, resa di dominio pubblico con un post sul social “Facebook”, che riporta nomi e cognomi di quattro funzionari, (chiamati ex P.O.), tra cui un nostro dirigente Sindacale, senza aver accertato prima se le violazioni contestate fossero vere (vedi relazione Dirigente), sono di una gravità assoluta oltre ad aver violato la normativa vigente sulla privacy.

A tal proposito si rammenta che “Gli atti di avvio e conclusione del procedimento disciplinare, nonchĂ© l’eventuale provvedimento di sospensione cautelare del dipendente, sono comunicati dall’ufficio competente di ogni amministrazione, per via telematica, all’Ispettorato per la funzione pubblica, entro venti giorni dalla loro adozione. Al fine di tutelare la riservatezza del dipendente, il nominativo dello stesso è sostituito da un codice identificativo”. (Art. 55 bis dlgs 165 del 2001 comma 4)

E ancora come sancito dal Garante Privacy (9.2.17), (solo per citarne uno dei tanti), gli atti del procedimento disciplinare sono preclusi sia all’accesso civico che, salvo specifiche eccezioni, all’accesso “documentale” ai sensi della legge n. 241/90 e relativa normativa di attuazione, proprio in considerazione della particolare incidenza dell’ostensione di tali atti sulla riservatezza dei rispettivi interessati. “

Non va infatti dimenticato ed è bene rammentarlo anche a chi gestisce la comunicazione nella pagina facebook del Sindaco, che le violazioni alla normativa sulla privacy non sono semplici infrazioni di carattere amministrativo, ma possono integrare una vera e propria forma di responsabilità penale.

Figuriamoci pertanto se sia lecito oltre che corretto screditare su un social network un funzionario pubblico che rappresenta l’istituzione Comune di Messina, stimato professionista e nella fattispecie altresì dirigente sindacale, perché assente giustificato e per un presunto disservizio allo stesso sicuramente non imputabile. Per molto meno, esimio Segretario Generale, sono fioccate severe sentenze di condanna, di cui una recente per denigrazione sul social, proprio nella città di Messina, e cospicui risarcimenti a carico di chi con così tanta superficialità e in spregio delle norme si è permesso di ledere l’altrui professionalità. Pertanto, si chiede l’immediata revoca della nota e le pubbliche scuse, stesso mezzo di divulgazione, con l’avviso che in assenza ci vedremo costretti a tutelare il professionista e la sua onorabilità, nonché la nostra azione sindacale, considerato inoltre che questo appare l’ennesimo attentato alle azioni della scrivente Organizzazione Sindacale”.

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