Casa Nostra, un degrado senza fine

Sta passando un’altra campagna elettorale di promesse e speranze per gli abitanti del complesso Casa Nostra, che proprio non riescono a trovare una soluzione al degrado che li circonda ormai da anni. Il comitato risaniamo Casa Nostra, in tutto questo  tempo ha fatto sentire la propria voce nelle sedi opportune, mentre diversi candidati in queste settimane hanno evidenziato come i lavori procedano a passo di lumaca. Non ultimo, Carmelo Ruzzo, candidato nella lista Noi con Salvini, ha portato la questione all’attenzione del candidato sindaco del centrodestra, Dino Bramanti. Ma torniamo ai fatti. Com’è noto, alcune palazzine pericolanti dell’ex complesso residenziale dovevano essere  demolite, sorte toccata non a tutte perché il fallimento della ditta di Roma che si era aggiudicata i lavori ha bloccato tutto.

Così dalla fine dello scorso mese di ottobre alcuni immobili non a norma sono ancora al loro posto, ma soprattutto i detriti di quelli demoliti sono rimasti lì, senza che nessuno li abbia toccati. Dunque al momento nessun parco urbano che sarebbe dovuto sorgere proprio al posto delle palazzine a rischio, visti gli smottamento della collina che sorge nei pressi del complesso.  Altro problema è quello dell’illuminazione pubblica, da quelle parti il buio è praticamente di casa, la luce non si vede da oltre 35 anni. E dire che le lampade sono state installate più di un anno e mezzo fa, ma impedimenti burocratici (ed economici) impediscono al Comune di stipulare il contratto con l’Enel.

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