Infrastrutture, On.De Luca: “Essenziale una nuova metodologia di pianificazione urbanistica”

Riqualificazione urbana ed edilizia e pianificazione territoriale: la rivoluzione municipale di cui l’on. Cateno De Luca si fa promotore parte da un cambiamento radicale nel modo di pensare l’impulso per la realizzazione di nuove infrastrutture nella città dello Stretto e nell’idea di crescita in cui queste andranno collocate:“Devono essere individuate le strategie di riqualificazione del patrimonio comunale esistente, con l’indicazione delle nuove infrastrutture ritenute strategiche per una moderna visione della città di Messina, partendo dal tema principale rappresentato dalla pianificazione urbanistica generale ed attuativa”. La squadra che affiancherà il deputato regionale in un eventuale governo di Messina modellerà il nuovo Piano Regolatore su delle ben definite priorità: Completamento dei Piani di Risanamento; Riqualificazione urbanistica/edilizia; Un sistema della mobilità sostenibile; In ultimo l’individuazione di landmark territoriali attraverso la realizzazione di opere pubbliche con specifiche funzionali precise e qui le grandi opere oggetto di discussione mediatica non mancano, dal ponte sullo stretto e il nuovo palazzo municipale fino al nuovo palazzo di giustizia.

Politiche del territorio, le linee programmatiche: Riqualificazione urbanistica ed edilizia come primo atto di indirizzo integrata e complementare ad una pianificazione territoriale generale.

“Nel resto del territorio nazionale, dove ormai si è giunti ad una terza o forse una quarta generazione della pianificazione urbanistica, è consuetudine tripartire i ragionamenti sul territorio in pianificazione strategica, piani operativi e piani regolativi. Senza voler scimmiottare ciò che altrove ha funzionato e funziona, in quanto ogni territorio ha una sua storia ed un suo background, appare comunque utile quantomeno utilizzare in maniera ragionata quanto di buono è già stato fatto. L’idea, è quella di redigere un piano operativo del “Sindaco”, con durata quinquennale (durata del mandato) in cui individuare ciò che si intende fare (alta priorità) il tutto incardinato all’interno di una pianificazione strategica, attraverso la redazione di un documento programmatico che possa disegnare le tappe di sviluppo della città e del suo territorio da oggi al 2023, realizzato attraverso un metodo e un processo finalizzati ad aggregare e coinvolgere tutta la comunità locale in una riflessione sul proprio futuro e sulle azioni e i progetti per realizzarlo. Infine, seppur in una logica circolare e non sequenziale, si incardina il sistema regolativo, che deve essere univoco e non suscettibile di orientamenti ed interpretazioni. 

Un unico motto: tutti insieme per il bene della città. L’azione sul territorio spesso e volentieri non si concretizza per la esagerata, ingiustificata e non utile burocrazia. Il cittadino ha bisogno di risposte certe, un modus operandi di tipo anglosassone, un intervento, qualunque esso sia, o si può fare o non si può fare. È impensabile che esistano le interpretazioni e gli orientamenti che cambiano da ufficio ad ufficio (a seconda del funzionario) le norme si applicano e non si interpretano. Pertanto, forse risulta più utile essere chiari e diretti e soprattutto provare a trovare le soluzioni, laddove esistono, insieme per il bene della città. A tal proposito risulterà utile scrivere le regole in maniera condivisa, affinché tutti sappiano quali siano le modalità per operare”.

Rottura con il passato, cancellare il lavoro della Giunta Accorinti e no categorico a azioni che potrebbero ledere il territorio: “I fini e gli obiettivi della pianificazione della città che vorremmo, La nuova idea di città, e, al contempo, delle strategie di riorganizzazione spaziale per perseguirli, è bene chiarire da subito che non riconosciamo ed accettiamo quanto prodotto in questi cinque anni dall’assessore De Cola ed è pertanto necessario mettere un punto e ripartire. Ciò, è questo va chiarito subito, non significa che si disconoscono le reali criticità oggettive della città di Messina. A tal proposito, il punto di partenza è indubbiamente calibrato sul sistema delle invarianti strutturali che costituiscono elementi cardine e caratterizzanti dell’identità territoriale e culturale dei luoghi e garantiscono irrinunciabili equilibri ambientali ed insediativi non negoziabili nel processo di trasformazione del territorio”.

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