Noi due, l’amore per i figli e per il prossimo di Maria Pia Basso

Non una presentazione di un libro, ma un dibattito a 360 gradi sull’amore per i figli e, più in generale, sull’importanza della famiglia nella crescita di un bambino.

Un confronto con il pubblico brillantemente gestito dall’eclettico Salvo Fichera, che ha dialogato con Maria Pia Basso, autrice del libro “Noi due”, un testo di carattere psico-pedagogico, “adottato” dall’Istituto superiore d’istruzione giudici Saetta Livatino di Ravanusa (Ag). Gremita la sala nella splendida cornice dell’Istituto “San Luigi” di Acireale, a fare gli onori di casa Celestino Rapuano.

Una serata ricca di sorprese, in primis la presenza di Maria Messina, direttrice dell’istituto “Pianeta”, il cui intervento è sembrato quasi un ideale passaggio di consegne tra passato, presente e futuro. Affetto, cura e severitĂ  che forse hanno forgiato il carattere della scrittrice, che adesso riversa gli stessi sentimenti verso i figli e verso il prossimo. La sua narrazione, articolata sotto forma di diario, conduce per mano ad un’introspezione dalla quale emergerĂ  una figura nuova, piĂą profonda, maggiormente conoscitrice di un Io, fino ad allora ben celato.

L’amore manifesto per l’esistenza, per la natura e per tutto ciò che di essa fa parte: dagli agenti atmosferici, dal sole, il mare, il cielo, visti in chiave di rivalutazione per quegli adulti sonnolenti ed intorpiditi che dovrebbero scrollarsi da questa apatia, prestando attenzione ai bimbi. Ed anche i social network diventano veicolo di emozioni, come le foto dell’alba che la stessa Maria Pia Basso si diletta a postare su Facebook.

Le protagoniste di “Noi due” diventano un’unica anima che si fonde, pur rimanendo distinta, affinchĂ© non venga neanche tentato di snaturare le caratteristiche dell’una a detrimento dell’altra. Come due amiche che, mano nella mano, percorrono un sentiero per scoprirne gli angoli piĂą reconditi, gli anfratti sconosciuti alla vista degli abituali passanti. Insieme per cercare di scavare nella miniera della vita e far emergere il senso da attribuire alla stessa; recuperare l’inestimabile valore che fa dell’esistenza la piĂą grande pagina che avremmo mai potuto leggere.

La giornalista resta sbigottita dalla saggezza della sua misteriosa interlocutrice che vorrebbe tanto conoscere; alla quale vorrebbe aprire le porte della propria casa, facendole varcare quel limite invalicabile che è rappresentato dai suoi figli; bimbi ancora piccoli che tiene al riparo da tutti, proteggendone sogni e dignità.

Realizzerà alla fine del racconto chi sia questa “donna” e da quel momento la sua vita acquisirà una compagna di viaggio da cui non dovrebbe prescindere nessuno e a cui donare fiducia per affrontare le difficoltà della vita e a cui riporre la speranza che la stessa possa essere condotta all’insegna della concretezza e dei valori fondanti, spesso barattati con l’apparenza di una realtà fallace.

Una riscoperta di veri valori, come ha piĂą volte sottolineato Salvo Fichera, protagonista con il suo modo gentile e garbato, sempre pronto ad accogliere gli umori della gente con la sua spiccata capacitĂ  di comunicazione.

Incisivo anche l’intervento di Biagio Fichera, che ha connotato la serata contribuendo a donarle il tono dell’affetto e della sinceritĂ . La stessa che ogni genitore dovrebbe riversare su ogni figlio affinchĂ© possa crescere con sani valori, saltando tra le “pozzanghere della vita” ed evitando le buche di un percorso di vita non sempre facile, ma pur sempre accattivante e coinvolgente.

Tonino Demana

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