Assunzioni Pon inclusione. Barrile: “Ritardo Amministratori e slogan elettorale in barba alla povertà”

Una misura che si incentra su un’operazione di contrasto alla povertà non può patire ritardi cronici del Team ai vertici comunali. Più tempo passa senza espletare il bando, più si inficia la possibilità di dare sostegno a vario titolo ed accompagnare le realtà sociali in condizione di difficoltà economica ed occupazionale. La sintesi di questa mancata adozione è descritta dalla Presidente del Consiglio comunale, Emilia Barrile, che osserva come la pubblicazione del bando servisse all’inclusione di 32 unità professionali relative a vari profili. “Promesse di assunzioni sbandierate da quest’Amministrazione – esordisce -, casualmente a ridosso di un appuntamento elettorale che sarà determinante per Accorinti per conoscere il giudizio dei messinesi sull’operato suo e della sua giunta, che evidentemente restano solo pubblicità elettorali”.

“L’avviso 3/2016 del PON Inclusione SIA emanato dal Ministero del Lavoro, per il quale sono state acquisite oltre 3000 istanze inerenti figure di Assistente Sociale (26 unità), psicologo (3 unità) ed educatore (3 unità) avrebbe dovuto e potuto essere esitato entro il gennaio scorso. È evidente che siamo decisamente fuori tempo. I lavoratori saranno destinatari di un contratto collettivo nazionale del Comparto Regioni ed Autonomie locali”, chiarisce Barrile, “ma il calendario non ammette deroghe per compensare l’inadeguatezza di chi ha fatto del ritardo cronico il proprio timbro amministrativo. Questo ritardo nelle procedure di selezione si ripercuote direttamente sui livelli occupazionali, causando una riduzione di tempi (e quindi anche di mensilità in termini economici) del servizio, giacché il bando prevede che l’esercizio professionale sia svolto in un numero di 30 ore settimanali, con durata compresa dal giorno della sottoscrizione dell’accordo fino al 31 dicembre 2019”, specifica.

La misura in questione è attuabile solo rafforzando la squadra di assistenti sociali e figure similari che svolgono la mansione, oltre che informativa, anche di supporto emotivo e materiale nella ricerca di un impiego ai soggetti che certificano il loro disagio. “Sarebbe stata necessaria, da subito, una presa di coscienza forte da parte dell’amministrazione che meglio avrebbe potuto monitorare l’attività dipartimentale al fine di ottimizzare tempi e risorse ed evitare sprechi finanche economici. Ancora una volta, si è creata illusione verso i molti che hanno presentato domanda di assunzione, sperando in possibilità per il futuro prossimo. Non ultimo, vengono minati progetti personalizzati che rischiano di andare in fumo. Siamo davanti all’ennesimo e, speriamo, ultimo, atto di un triste spettacolo di approssimazione e dilettantismo amministrativo”, conclude.

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