Maregrosso, il tempo e l’indifferenza cancellano la “Casa del puparo”

Quel che rimane √® solo la facciata, il resto √® stato demolito dalle ruspe nel 2007 per far posto al parcheggio di un supermercato . Vederla oggi mette tristezza, cos√¨ tra le viuzze degradate di Maregrosso¬†giacciono le opere del¬†Cavalier Giovanni Cammarata. La “Casa del Puparo‚ÄĚ √® l√¨, un cancello in ferro ed un lucchetto impediscono l’ingresso, ma di fatto √® rimasto solo un muraglione, niente pi√Ļ. Il resto √® stato abbattuto dai mezzi meccanici che hanno sventrato e portato via la “grande bellezza”.

Vetri, mosaici, ma anche fanali di auto e pezzi riciclati abbellivano la costruzione, ormai ridotta ad un cumulo di macerie; per fortuna restano le tante foto e le testimonianze di un glorioso passato artistico.¬†Cammarata pu√≤ essere definito un precursore di quella che oggi viene chiamata “arte del riciclo”.

A partire dal 1970 iniziò a dedicarsi alla decorazione della sua baracca, trasformandola in un fantasioso castello: la facciata divenne un inventario di forme con figure animalesche alternate a  crocifissi, madonne e putti.  Sul tetto di questo singolare castello dominavano stravaganti pinnacoli decorati da mosaici in pietra dipinti con colori sgargianti. E chissà che in alcune opere non si sia ispirato addirittura a Gaudì.

Oggi resta ben poco, l’incuria e le sterpaglie hanno preso il sopravvento, cos√¨ la “Via delle belle arti” del Cavalier Cammarata sembra svanita nel nulla. Un pezzo di Messina che avrebbe meritato miglior sorte ed invece resta in piedi quasi per inerzia quasi a ricordare, ad ognuno di noi, che l’arte non muore…

Tonino Demana

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