Italia al voto, si definisce il “quadro” messinese

Sono ore frenetiche, fibrillazione allo stato puro quelle che si stanno vivendo nelle segreterie politiche. Se il Movimento 5 Stelle gode un exploit che ha detto storico, dall’altra parte c’è chi si interroga su cosa non è andato, ma soprattutto c’è chi fa la conta per sapere se il seggio è scattato oppure no. Torniamo alla marea grillina che ha invaso l’Italia, la Sicilia e Messina, Francesco D’Uva e Grazia D’Angelo godono della loro elezione a furor di popolo alla Camera e al Senato grazie a vittorie schiaccianti nei confronti uninominali.

Per quanto riguarda il proporzionale, a completare l’en-plein penta stellato ci pensano Angela Raffa ed Antonella Papiro, rispettivamente seconda e quarta nel listino per la Camera. Un cappotto reso possibile grazie ad un altro netto successo, quello di Alessio Villarosa all’uninominale di Barcellona Pozzo di Gotto, che dunque ha liberato il secondo seggio attribuito a Messina. Un seggio dovrebbe scattare a favore di Forza Italia a vantaggio di Nino Germanà, pronto a tornare a Montecitorio grazie al successo di Stefania Prestigiacomo a Siracusa che di fatto libera il posto per l’ex deputato regionale.

In lizza per un seggio la Lega, seggio che dovrebbe scattare a favore di Carmelo Lo Monte, uscito sconfitto dall’uninominale di Enna, ma che potrebbe essere ricompensato dal buon trend che ha avuto la lista nel panorama cittadino e provinciale. In casa centrosinistra, anzi, in casa Pd ci si deve interrogare su numerosi flop. Pietro Navarra andrà a Montecitorio grazie alla lista plurinominale e al successo di Maria Elena Boschi a Bolzano, ma il risultato ottenuto all’uninominale per la Camera da parte dell’ex Rettore, deve portare a formulare delle analisi. Pesante anche la sconfitta sull’uninominale al Senato, dove Fabio D’Amore si è piazzato terzo dietro la D’Angelo e la Papatheu, sostenuta dal centrodestra. Mentre rimangono fuori dai giochi anche Pippo Laccoto e Peppe Picciolo.

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