Messina Servizi, la Cgil fa dietrofront. E adesso?

Adesso sulla Messina Bene Comune è davvero il caos. La fine della luna di miele tra l’amministrazione e la Cgil, rischia veramente di far saltare il banco e la nuova società assomiglia sempre più ad una scatola vuota. L’accordo tra il sindacato e la Giunta era la grande garanzia per Daniele Ialacqua, visto che proprio la Cgil è il sindacato che conta il maggior numero di iscritti all’interno di Messinambiente. Sul tavolo ci sono le transazioni tra l’azienda e i lavoratori e già 347 di loro, proprio su indicazione del sindacato, hanno dato il via libera all’operazione. Dall’altra parte Cisl, Uil e Fiadel, che non hanno mai nascosto delle perplessità in merito all’operazione definendola svantaggiosa per i lavoratori, tanto da presentare anche un esposto in Procura.

Adesso arriva il passo indietro della Cgil che chiede un tavolo tecnico per ridiscutere gli accordi presi il 4 dicembre scorso. Il nodo sarebbe sempre il Tfr, l’accordo prevedeva che i lavoratori l’avrebbero percepito al momento del pensionamento, mentre negli accordi successivi si è raggiunto l’accordo affinchè gli operatori ricevessero un acconto di 2mila euro. Secondo la Cgil quest’ultimo punto rimane, solo che il Tfr dovrebbe essere percepito ad un anno dalla entrata in scena della Messina Servizi. Un cambio di rotta netto e deciso che rischia seriamente di far saltare il banco e che lascia in sospeso un interrogativo: adesso è possibile tornare indietro?

In una nota i segretari provinciali di Fit Cisl, Fiadel e Uil Trasporti, Letterio d’Amico, Piero Fotia e Michele Barresi hanno commentato positivamente il posizione della Cgil: “Sin dall’inizio delle trattative – spiegano i tre sindacalisti – avevamo chiesto a gran voce che ai lavoratori fosse corrisposto un anticipo sul trattamento di fine rapporto subito dopo l’omologazione del piano concordatario e che la rimanente somma fosse saldata entro un anno. Questi erano requisiti di legalità nel rispetto dei diritti dei lavoratori. Oggi – continuano i segretari provinciali – la Cgil ha inoltrato alla Messinambiente una nota in cui chiede la modifica in questo senso dell’accordo siglato in data 04 dicembre 2017 al punto 4 e con esso di parte sostanziale dello stesso piano concordatario. Prendiamo quindi atto con soddisfazione del passo indietro, seppur tardivo, della Cgil – continuano i segretari  – avvenuto dopo la firma in un clima surreale di centinaia di transazioni già depositate all’ispettorato del lavoro che, alla luce di queste richieste, diventano carta straccia. Chiediamo a gran voce a tutti gli attori di questa vicenda di fare un altro passo indietro in merito al pagamento delle ferie residue dei dipendenti e sul l’applicazione della legge regionale per il transito dei lavoratori tramite Srr e poi alla MessinaServizi, restituendo serenità e unità di intenti al percorso sindacale che vede coinvolti i 488 dipendenti di Messinambiente”.

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