Omicidio Lo Turco, operaio arrestato dai carabinieri

I carabinieri hanno fatto luce sulla morte di Alfio Lo Turco, ucciso l’1 ottobre scorso nelle campagne di Mongiuffi Melia. In manette è finito Leonardo Lo Giudice, un operaio di 65 anni, ritenuto responsabile di omicidio premeditato.

Il provvedimento restrittivo scaturisce dagli esiti di una complessa attività di indagine, coordinata dal sostituto procuratore, Annalisa Arena e sviluppata dai carabinieri di Taormina d’intesa con il Ris di Messina. La vittima, recatasi in un fondo agricolo per compiere alcuni lavori, era stata affrontata e uccisa con tre colpi di fucile semi-automatico cal. 12 caricato a pallettoni, esplosi alla testa da distanza ravvicinata.

L’attività investigativa ha consentito l’identificazione dell’autore dell’efferato delitto, individuato sulla base della riconducibilità del materiale balistico rinvenuto sulla scena del crimine ad un’arma di sua proprietà, nonché di fare piena luce sul movente dell’omicidio, da ricondurre ai frequenti dissidi legati ai cattivi rapporti di vicinato tra il pensionato e il suo assassino. Si è ricostruita, sulla base delle testimonianze raccolte, dapprima l’esistenza di dissidi tra la vittima e l’assassino dovuti al cattivo rapporto di vicinato esistente tra i due. Successivamente si sono ricostruiti gli spostamenti dell’indagato il giorno dell’omicidio appurando che, in un orario compatibile con quello in cui l’omicidio è stato commesso, aveva effettuato un sosta di quattro minuti in una località prossima alla scena crimine.

Contestualmente sono state eseguite numerose perquisizioni nei confronti di cittadini che detenevano legalmente armi compatibili con quella utilizzata dal killer. Proprio tale attività ha consentito il sequestro del fucile calibro 12 semiautomatico marca Breda legalmente detenuto da Lo Giudice. L’arma, sottoposta ad accertamenti tecnico-scientifici, è risultata essere quella che aveva esploso i colpi mortali all’indirizzo di Lo Turco.

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