Terremoto giudiziario scuote il palazzo della “Cappellani”. Coinvolti Aldo e Dino Cuzzocrea

Un complesso immobiliare, sede della clinica “Cappellani” di Messina, è stato sottoposto questa mattina a sequestro penale dalla Dia di Messina, supportato dal Centro operativo di Catania, e dai Finanzieri del Nucleo di Polizia Tributaria, a conclusione di una capillare indagine coordinata dalla Procura distrettuale antimafia.

Riciclaggio e trasferimento fraudolento di titoli e valori. A finire sotto inchiesta sono stati tutti soggetti riferibili alla societĂ  Immobiliare Cappellani Srl che ospita la struttura della clinica gestita dal Gruppo Giomi Spa (non destinataria di alcun provvedimento). Coinvolti i fratelli Dino e Aldo Cuzzocrea, insieme a Antonio Di Prima nonchĂ© Dario Zaccone quale ex consulente e persona di fiducia dei Cuzzocrea. Per Zaccone l’ipotesi di reato è riciclaggio.

Secondo quanto accertato, il complesso immobiliare che ospita la Cappellani sarebbe stato acquistato con soldi precedentemente esportati all’estero e poi fatti rientrare nel territorio nazionale attraverso la schermatura di societĂ  create ad hoc. A far scattare l’indagine sono state alcune segnalazioni di operazioni sospette, trasmesse dalla Banca d’Italia e inerenti al rientro di capitali nel nostro territorio di partecipazioni societarie allocate in Lussemburgo e poi “regolarizzate” ad arte.

Risalendo i flussi finanziari intercettati, i finanzieri sono riusciti a dimostrare come alcuni degli indagati (tutti riferibili alla Immobiliare Cappellani Srl) avrebbero usufruito dello “scudo fiscale” regolarizzando, giĂ  dal 2009, le posizioni societarie che prima erano attestate con societĂ  anonima (Aughi SA) in territorio lussemburghese.

Il sequestro ha interessato l’intero patrimonio della societĂ  “Immobiliare Cappellani Srl” e i rapporti finanziari per un valore complessivo di circa 10 milioni di euro.

Come stabilito, la sede della clinica verrĂ  affidata ad un amministratore giudiziario nominato dalla magistratura che consentirĂ  l’erogazione da parte del Gruppo Giomi dei servizi sanitari all’utenza. La gestione della struttura sanitaria – si precisa – non è quindi coinvolta nell’inchiesta.

 

 

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