Messina-Nocerina, le parole dei protagonisti in sala stampa

  • Al termine della gara il primo a presentarsi nella sala stampa del Franco Scoglio è il tecnico degli ospiti Massimo Morgia, contento della prestazione dei suoi: “Mi aspettavo piĂą difficoltĂ  di quelle che abbiamo trovato, anche per la larghezza del campo e per il manto naturale, cose a cui non siamo abituati essendoci allenati prevalentemente sul sintetico. Devo dire che la squadra ha ristretto bene il campo e si è mossa bene. La partita l’abbiamo condotta noi tranne che nell’ultimo quarto d’ora, quando avevamo in campo tre ’99 ed un 2000″. Una battuta anche sull’assenza di pubblico e sul girone I del campionato di Serie D, attualmente a 17 squadre in attesa di notizie sulla riammissione della Vibonese in terza serie: “Avrei preferito giocare con 30 mila persone. Mi dispiace per i tifosi, sia nostri che loro, che non hanno potuto assistere alla partita. Io sono per un calcio con la gente e per un calcio regolare. Non è normale che ancora non siano definite tutte le squadre del nostro girone”.

Subito dopo è il turno dei due centrocampisti biancoscudati Lavrendi e Migliorini. Il centrocampista calabrese si è lasciato andare ad un’analisi lucida della partita e della situazione: “Sapevamo di giocare contro una squadra importante e forse questo ha inciso nel primo tempo in cui siamo stati troppo contratti. Nel secondo tempo invece abbiamo tenuto meglio il campo. In questo momento dobbiamo puntare a raggiungere la salvezza al più presto per poi iniziare a pensare ad obiettivi più importanti. Sono passato da una situazione simile anche due anni fa e lavorando nel modo giusto siamo riusciti a toglierci tante soddisfazioni. Spero che anche quest’anno finisca allo stesso modo”. Migliorini invece si è soffermato sulla sua condizione: “Ero in ritardo di condizione e sto ancora lavorando molto per raggiungere un buono stato di forma. Se non ho giocato molto è per questo motivo, senza dimenticare che le regole sugli under limitano l’impiego degli over. Non ci aspettavamo un inizio così difficile. Adesso ci toccherà lavorare sotto pressione”.

Per ultimo è mister Venuto a concedersi alle domande dei giornalisti. L’allenatore messinese prova a fare da parafulmine ad eventuali attacchi rivolti al presidente Sciotto: “In questo momento sarebbe troppo facile addossare la colpa al presidente, che ha grande entusiasmo e voglia di fare bene. Ha già speso tanto per mantenere la Serie D in città e non ha ancora ricevuto nulla né in termini di punti che di incassi. L’unico errore che gli si può imputare è quello di aver parlato troppo presto di obiettivi troppo importanti.” Venuto affronta quasi subito anche il tema dell’organico, ancora incompleto: “Siamo ancora una squadra incompleta in qualche settore. Le lacune erano già state evidenziate dalla sconfitta contro il Portici, avversario più modesto rispetto alla Nocerina. Speriamo che si possa intervenire per il bene della squadra. Sono amareggiato perché sono il primo tifoso della squadra. Vediamo se ci sono le condizioni per rendere più competitiva la squadra fin da subito. Se tardiamo allora diventa difficile anche per me sostenere l’impatto con una città che mi vuole bene. Mi piacerebbe dare risposte e gioie alla mia città”. Spazio poi all’analisi della prestazione a livello caratteriale: “Caratterialmente si poteva e doveva fare di più. Se la squadra non ha l’animus pugnandi è difficile sopperire alle lacune. Manca l’amalgama, l’unione tra i reparti, ancora non parliamo tutti lo stesso linguaggio. Tutto ciò non deve essere un alibi: dobbiamo solo lavorare con grande umiltà ed intervenire per colmare il gap tecnico con le squadre più forti. La squadra deve ancora formarsi sotto il profilo dell’anima”. Chiusura sul rapporto tra la squadra e la città: “I tifosi vengono al campo se vedono risultati, buon gioco. Mi auguro che il Messina possa giocare le prossime partite a porte aperte e che possa offrire uno spettacolo entusiasmante. E’ un momento difficile, anche per le recenti stagioni. La città ha subito tante umiliazioni, l’ultima delle quali quella di oggi con la decisione di disputare la partita a porte chiuse. Dobbiamo essere tutti bravi a risollevare il vessillo giallorosso. Per risorgere occorrono competenza e pazienza”.

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