Carcere di Gazzi, bimbo ingerisce veleno per topi

Tragedia sfiorata nel carcere di Gazzi, dove un bambino avrebbe ingerito del topicida. Il bimbo, che ha circa un anno, sarebbe fuori pericolo. Ma la vicenda accaduta nel carcere di Gazzi, sezione femminile, ripropone il problema delle detenute madri e dell’inadeguatezza di molte strutture di reclusione italiane destinate ad accogliere donne con figli in tenera etĂ .

Il figlio di una detenuta ha portato alla bocca una bustina e ha ingerito parte del contenuto: è stata la madre ad accorgersene e a chiedere aiuto perché il piccolo aveva ingoiato del veleno per topi. Il bambino è stato trasportato al Policlinico di Messina e sottoposto ad una serie di accertamenti medici.

Il peggio dovrebbe essere passato e domani il bambino dovrebbe essere dimesso. La mamma, una donna nigeriana che ha anche un’altra bambina di poco piu’ grande, circa tre anni, la quale si trova anche lei dentro la struttura carceraria, è l’unica detenuta-madre reclusa nella sezione femminile del penitenziario.

Molti gli aspetti da chiarire. Primo di tutto verificare che tipo di sostanza esattamente sia finita tra le mani del bimbo; perchĂ© si trovasse li’, fuori dalle celle, in un’area detentiva di una struttura di per se’ piuttosto vecchia; se la sua presenza sia da ricollegarsi a una recente derattizzazione e, in questo caso, se siano stati seguiti tutti i protocolli di sicurezza, visto che le disinfestazioni di questo tipo vanno fatte dopo aver sgombrato le sezioni. Accertamenti affidati anche ad un’indagine interna, come di prassi in casi di questo genere.

Ma i Radicali, che hanno denunciato il caso, stanno valutando anche di presentare un’interrogazione al ministro della Giustizia, Andrea Orlando.

Il sottosegretario Ferri: “Carcere di Gazzi migliorato”. “Ho trovato una struttura in linea con tutti gli standard e i parametri richiesti dall’Europa, dalla nostra legislazione, nel rispetto dei diritti dei detenuti, tanti spazi, aree per la socialitĂ ’, attivitĂ  .

La struttura è migliorata anche grazie al lavoro egregio di tutto il personale che si sta compiendo all’interno, al quale va il mio sincero ringraziamento e la mia gratitudine. Ritengo sia da sottolineare l’importante lavoro svolto dalla squadra Mof nell’area verde all’interno della struttura, realizzata in economia e grazie alla collaborazione attiva anche di alcuni detenuti, e nei piani primo e secondo della sezione cellulare che permetteranno al termine dei lavori, anch’essi realizzati in economia, di avere ben settanta posti in piĂą rispetto alla capienza precedente”. Così ha dichiarato il sottosegretario alla Giustizia, Cosimo Maria Ferri, recandosi nel casa circondoriale di Messina.

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