Mafia dei Nebrodi, i 14 personaggi che volevano eliminare Antoci

Quattordici persone per metterlo a tacere, ora tutte indagate per aver cercato di uccidere il presidente del Parco dei Nebrodi, Giuseppe Antoci, assaltato da un commando armato mentre viaggiava a bordo della sua auto sulla statale che collega San Fratello a Cesarò.

“I nomi dei 14 soggetti destinatari degli avvisi di garanzia della Dda di Messina che indaga sull’attentato Antoci e sulla mafia dei pascoli, oggi resi noti dalla stampa, dimostrano che il business dei terreni e dei contributi europei per lo Sviluppo rurale sono interessi economici in mano alle organizzazioni mafiose che il Protocollo di legalità ha destabilizzato”. È questa la prima dichiarazione di Giuseppe Antoci dopo aver appreso i nomi dei 14 soggetti indagati.

L’elenco fornito dalla Dda. Con l’accusa di tentato omicidio, aggravato dall’appartenenza ad associazione mafiosa, sono stati iscritti nel registro degli indagati: Sebastiano Foti Belligambi, Giuseppe Conti Tiguali, Daniele Destro Pastizzaro, Giuseppe Calà Campana, Andrea Cerro, Antonino Foti soprannominato “Biscotto”, Giuseppe Foti, Litterio Cerro, Carmelo Giacuccio Triscari, Salvatore Armeli Iapichino conosciuto come “Zecchinetta”, Sebastiano Musarra Pizzo, Nicola Antonio Karra, Sebastiano Destro Pastizzaro e Carmelo Fabio.

Si tratta di nomi noti alle forze dell’ordine, la cui provenienza non si limita ai territori dei Nebrodi, ma si estende alle province di Catania ed Enna.

La maggior parte di loro, in applicazione del protocollo Antoci, sono stati colpiti l’anno scorso da interdittiva antimafia con conseguente revoca di migliaia di ettari di terreni ricadenti nel Parco dei Nebrodi. Ogni ettaro, ricadente in aree di riserva naturale, permette di intascare contributi fino a 1.300 euro. Si tratta di soggetti che, con il protocollo Antoci, si sono visti bloccare contributi per milioni di euro.

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