Uil-Fpl e Anaao in campo per salvare il Papardo

“L’assemblea di oggi è solo l’inizio di una battaglia che condurremmo contro il disegno che vuole declassare il Papardo”. Pippo Calapai, segretario generale della Uil-Fpl, lancia i suoi strali contro i politici messinesi che hanno approvato in commissione Sanità, la nuova Rete ospedaliera. Il nome di Beppe Picciolo non lo fa mai, ma è evidente che il riferimento vada al parlamentare messinese, grande assente all’assemblea di questa mattina. I riferimenti a Picciolo sono martellanti anche da parte degli stessi suoi colleghi presenti all’incontro di questa mattina. Formica, Laccoto e Zafarana puntano decisamente l’indice contro il capogruppo del Pdr, il quale all’atto della votazione in Commissione Sanità non ha abbandonato l’aula consentendo l’approvazione della Rete ospedaliera. Anche Marcello Greco, presente questa mattina al Papardo accusa il suo capogruppo. “Questa Rete è una porcata e non posso nascondere che il mio capogruppo ha sbagliato ad approvarla”.

L’assemblea è stata molta partecipata e si sono registrati serrati scontri verbali fra i lavoratori che adesso temono per il proprio futuro. La nuova Rete cancella con un colpo di spugna 104 posti e ciò determinerà un esubero di personale. Se per Laccoto la vera battaglia è il mantenimento dei posti letto, per Formica è necessario preservare le specialità del Papardo e soprattutto spiegare ai cittadini perché l’assessore Gucciardi abbia avuto molta attenzione per i privati e per la sua provincia. Sulla stessa lunghezza d’onda Marcello Greco e Valentina Zafarana del M5S.

I sindacalisti di Uil-Fpl e Anaao-Assomed, nonostante le polemiche sollevate da altre sigle sindacali, lasciano le porte aperti per quanti desiderano sposare a livello sindacale la nuova battaglia per la salvezza dell’ospedale Papardo. Mario Salvatore Macrì, responsabile area Medica della Uil-Fpl, e Pietro Pata, segretario regionale di Anaao-Assomed, sottolineano quanto sia indispensabile impedire il declassamento del Papardo. “Deve essere un Dea di 2. Livello. La vera battaglia deve essere questa, del resto altri territori hanno tre Dea, non vediamo perché Messina debba essere penalizzata”.

Durante l’assemblea cui hanno partecipato numerosi lavoratori, non sono mancate le bordare all’indirizzo del manager, Michele Vullo. “Lui sapeva – è stato detto – quale fine avrebbe fatto questo ospedale”.

Condividi