Amam, 14 lavoratori rischiano di restare a spasso. I sindacati: “De Luca faccia luce sul futuro dell’azienda”

Quattordici lavoratori col fiato sospeso, ma tutta l’Amam che attende di sapere quale destino l’attenderà. L’estate sembra ormai conclusa dalle parti di Palazzo Zanca, dove il caldo è tornato a dar spazio ai venti di protesta. Questa mattina a far sentire la propria voce sono dei lavoratori dell’azienda idrica locale, che possono contare sull’apporto di Cgil, Cisl e Uil, giunti a Palazzo Zanca per incontrare il sindaco Cateno De Luca. Quest’ultimo, il 29 giugno scorso, ha firmato la delibera in cui si metteva in liquidazione l’Amam, così adesso i sindacati dall’amministrazione quale futuro ci sarà in serbo per l’azienda.

Senza dimenticare i quattordici lavoratori che questa mattina hanno incontrato il sindaco e che il prossimo 6 settembre vedranno scadere il proprio contratto di lavoro, “Con la delibera del 29 giugno, il sindaco non ha solo dichiarato lo scioglimento dell’azienda, ma anche le assunzioni. La presenza questi lavoratori – ha sottolineato il segretario generale della Cgil di Messina, Giovanni Mastroeni – è fondamentale innanzitutto per garantire la manutenzione dell’impianto idrico. Si rischia la paralisi, in città potrebbe non arrivare più l’acqua dell’Alcantara e questo non è accettabile”. Fa eco il segretario della Uil, Ivan Tripodi: “Vi è la necessità che quel bando, congelato in modo unilaterale dal sindaco De Luca, venga riattivato. La città rischia, avere un’azienda idrica che vive sul filo del rasoio rappresenta un rischio per la collettività”.

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