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Ciclone, Ordine architetti: “Serve pianificazione”

L’Ordine degli Architetti PPC della provincia di Messina esprime la più profonda solidarietà ai Comuni, alle Amministrazioni, ai cittadini, ai professionisti e agli imprenditori colpiti dal ciclone Harry, che ha devastato numerosi territori della provincia di Messina e diverse aree del Sud Italia. Le comunità coinvolte stanno affrontando ore difficili, segnate da danni ingenti, interruzioni dei servizi essenziali e profonde ferite nel tessuto sociale ed economico. A tutte e a tutti va il più ampio sostegno, umano e professionale.
Di fronte a tragedie di questa portata non è più possibile limitarsi alla constatazione dell’ennesimo disastro. La ricaduta sull’ambiente e sulla vita delle persone è enorme e ciò che emerge con chiarezza è la necessità di considerare questi eventi non più come eccezioni, ma come fenomeni destinati a ripresentarsi ciclicamente. Gli esperti ricordano che il cambiamento climatico renderà sempre più frequenti e intensi episodi meteorologici estremi: questa consapevolezza deve diventare la base di ogni scelta pubblica e privata.
Occorre superare definitivamente una visione dell’intervento sul territorio ridotta alla sola dimensione tecnica o estetica. Ogni trasformazione incide sulla sicurezza, sulla qualità della vita e sui diritti fondamentali delle Comunità. Non si tratta di proporre soluzioni preconfezionate, ma di adottare un approccio capace di tenere insieme memoria dei luoghi, responsabilità sociale e cura del paesaggio, riconoscendo il territorio come un organismo unico con cui relazionarsi con rispetto.
Gli eventi di questi giorni dimostrano che la politica non può più ignorare la vulnerabilità dei territori. È necessario progettare infrastrutture e sistemi insediativi capaci di resistere a eventi estremi che difficilmente continueranno ad avere il carattere della eccezionalità. La gestione dei suoli, la sicurezza dei litorali, la regimentazione idraulica dei torrenti, i consolidamenti dei versanti, la manutenzione delle opere esistenti e la prevenzione devono diventare priorità assolute. Una pianificazione più oculata, fondata su dati, conoscenza e visione di lungo periodo, è oggi un dovere istituzionale, professionale e civile.
La ricostruzione richiede un cambio di passo: politica, burocrazia e professionisti devono dialogare in modo continuo e costruttivo, condividendo responsabilità e competenze. Servono alleanze stabili tra istituzioni, ordini professionali, imprese e mondo della ricerca, affinché la messa in sicurezza dei territori diventi un percorso strutturale e non un intervento episodico.
La normativa deve essere parte attiva del progetto, non un ostacolo; il patrimonio costruito e gli spazi aperti devono essere considerati risorse da valorizzare; la collaborazione tra professionisti e amministrazioni deve essere permanente. Non è più tempo di chiusure, né di retoriche consolatorie.
Ciò che è accaduto nella provincia di Messina – e più in generale nel Sud Italia – non può e non deve ripetersi. La ricostruzione deve rappresentare un salto culturale, tecnico e istituzionale. È il momento della responsabilità, della visione e del coraggio.
L’intera Comunità degli Architetti PPC della provincia di Messina è pronta a fare la propria parte, mettendo a disposizione competenze, esperienza e capacità di mediazione.

Insieme è possibile trasformare questa tragedia in un punto di svolta per il futuro dei nostri territori.

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Appello di Scurria al civismo cittadino: “Uniamoci”

Politica cittadino in fermento, dopo che nelle scorse settimane il leader di “Sud chiama Nord” ha fatto intendere di voler staccare la spina all’amministrazione-Basile ed andare ad elezioni anticipate.

C’è da registrare oggi l’uscita di Marcello Scurria, già presidente di Arismé, leader del gruppo civico “Partecipazione”, il quale ha lanciato un appello ai cittadini, ai gruppi civici e partiti non polarizzati.

“Appello ai Cittadini, ai Comitati civici e alle realtà sociali e politiche non schierate per la costruzione di un fronte civico comune per Messina

Nella nostra città assistiamo, con crescente preoccupazione, a episodi in cui singoli Cittadini che esprimono opinioni critiche o segnalano problematiche diventano oggetto di azioni legali da parte dell’amministrazione comunale.

Il caso di Sciacca, recentemente querelato dall’amministrazione, rappresenta un esempio concreto di una situazione che rischia di creare un clima di intimidazione e di scoraggiare la partecipazione attiva dei Cittadini.

La libertà di parola, il diritto di critica e la possibilità di vigilare sul buon andamento della cosa pubblica sono pilastri fondamentali della democrazia. Quando un’amministrazione sceglie la via della contrapposizione personale anziché del dialogo, l’intera cittadinanza ne risulta indebolita.

Negli ultimi anni Messina ha vissuto una fase di crescente distanza tra amministrazione e comunità. Decisioni prese senza un adeguato confronto pubblico, mancanza di ascolto verso bisogni reali di quartieri, famiglie, giovani, lavoratori e imprese stanno alimentando un malcontento diffuso e un senso di rassegnazione.

Oggi più che mai è necessario che la Città ritrovi una voce unitaria, capace di andare oltre, mettendo al centro esclusivamente il bene comune, la trasparenza amministrativa e la partecipazione democratica.

Per questo “Rete civica Partecipazione” rivolge un appello ai Cittadini, alle Associazioni, ai movimenti civici, ai comitati spontanei e a tutte le forze politiche non polarizzate, affinché si apra un percorso condiviso di confronto e collaborazione.

Proponiamo un incontro, aperto e pluralista, per: ascoltare criticità e proposte della comunità; definire un’agenda comune di obiettivi concreti per Messina; costruire un fronte civico capace di rappresentare la Città con autonomia, competenza e responsabilità.

L’obiettivo non è contrapporre qualcuno a qualcun altro, ma restituire ai Messinesi il diritto di essere protagonisti del proprio futuro e garantire che le decisioni pubbliche tornino a essere trasparenti, partecipate e realmente orientate al bene collettivo.

Invitiamo tutti coloro che credono nella necessità di una Messina più giusta, inclusiva e rispettosa dei diritti dei cittadini a unirsi a questo percorso.

Uniti, possiamo costruire una voce comune. Insieme, possiamo dare a Messina l’alternativa civica di cui ha bisogno.

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POLITICA PRIMO PIANO

Archivio di Stato Messina rischia di chiudere, Confedilizia aderisce all’appello per salvarlo

Confedilizia Messina esprime pieno sostegno all’appello lanciato per salvare l’Archivio di Stato di Messina, presidio insostituibile della memoria e dell’identità cittadina.

“Da questo patrimonio, – dichiara Sebastiano Maio presidente di Confedilizia Messina – custodito con cura per generazioni, dipende la possibilità di tramandare ai posteri documenti, atti e testimonianze che raccontano la storia della città e dei suoi cittadini.”

Oggi, a causa della cessazione del contratto di locazione dei locali di via La Farina – determinata, secondo Confedilizia, da norme che, negli anni, hanno ridotto drasticamente i canoni di affitto senza prevedere soluzioni alternative – l’Archivio rischia di vedere i propri fondi dispersi a Palermo o Catania. Sarebbe una perdita irreparabile, una ferita aperta alla memoria storica della comunità messinese.

Si discute della possibile sistemazione nei locali del Don Bosco, in viale San Martino, ma la struttura necessita di importanti lavori di adeguamento, compreso un impianto antincendio, prima di poter ospitare in sicurezza i preziosi documenti.

Nel frattempo, i fondi andranno inscatolati e resteranno inaccessibili a studiosi, ricercatori e cittadini, privando la città di un servizio essenziale.

Confedilizia Messina osserva come, “per innumerevoli progetti e iniziative – anche di dubbia utilità – si riescano a reperire fondi ingenti in tempi rapidi, mentre quando si tratta di difendere un pilastro della cultura e della storia locale si incontrino soltanto ostacoli e ritardi. Questa disparità è inaccettabile”.

“Difendere l’Archivio di Stato significa difendere l’anima stessa di Messina. Chiediamo con forza alle istituzioni competenti di individuare, immediatamente e senza ulteriori rinvii, una sede idonea e definitiva, garantendo la continuità del servizio e la tutela del patrimonio documentale. La storia di Messina non può finire inscatolata” conclude la nota di Confedilizia Messina.

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CRONACA

Condanna Rosario Pio Cattafi, l’appello delle associazioni

A seguito della sentenza di condanna definitiva per associazione mafiosa “fino al 2000”, emanata dalla Corte di Cassazione il 15 maggio scorso, nei confronti di Rosario Pio Cattafi, alcune associazioni (Associazione ADASC, ITALIA NOSTRA sezione di Milazzo, ARCI Messina APS, WWF Sicilia Nord Orientale, Associazione MAN, Coordinamento Ambientale Milazzo Valle del Mela, Movimento NO INCENERITORI VALLE DEL MELA, Movimento Città Aperta, Associazione il Giglio, Comitato Cittadini Pacesi per la Vita, Comitato NO CSS Valle del Mela, Associazione Strega, Associazione ALSA, Associazione Città invisibili) firmano un’appello.

Le associazioni firmatarie chiedono alle autorità competenti che si faccia chiarezza sulla vicenda che lo vede proprietario della splendida baia di Sant’Antonio e la confisca dell’area. Ed invitano i cittadini a sottoscrivere l’appello.

“Chiedere che quel pezzo di paradiso torni ad essere patrimonio ambientale e paesaggistico di tutti, ci sembra il miglior modo per onorare questo 23 maggio, trasformando il ricordo in rinnovato impegno. L’eredità di Falcone ci invita a non rimanere indifferenti e a non aspettare che altri agiscano al nostro posto, ma ad essere parte attiva del cambiamento”.

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AREA METROPOLITANA TIRRENO

Accorato appello di una mamma: “Aiutate Gabriele”

“Sono la mamma di Gabriele, in coma da un anno dopo un incidente stradale. Abbiamo la speranza di farlo risvegliare in un centro in Austria, ma abbiamo bisogno del vostro aiuto, anche piccolo, per raggiungere la cifra che serve per entrare in cura nel centro”. 

Gabriele Iarrera è il ragazzo di diciotto anni, residente a Rometta Marea, in provincia di Messina, per il quale è partita una gara di solidarietà sulla piattaforma GoFundMe, dove sono stati raccolti 6.700 euro.

La madre, Enza Aragona, spiega che dopo varie cure mediche in alcuni centri del Sud Italia, la famiglia ha deciso di trasferirlo in uno dei centri riabilitativi di alta eccellenza in Austria.

“Siamo in attesa della data esatta per il trasferimento nella Tirol Kliniken di Hochzirl-Natters. In merito ai costi di degenza – spiega la mamma di Gabriele – i novantamila euro indicati nell’obiettivo della raccolta servono a coprire i soli primi due mesi di cura”.

“Grazie – conclude – per tutto quello che farete per mio figlio con tutto il cuore di mamma”.

Le donazioni finora sono state 195. La raccolta fondi è raggiungibile al link https://gf.me/v/c/gfm/aiutami-a-svegliare-gabriele-dal-coma