Nessuna anticipazione, però, sulla formazione: “Vedremo domani alle 18. Spence? Sono quattro, cinque giorni che si allena con noi. Ma viene da due mesi lontano dai campi: è a disposizione, sarà convocato, ci fa piacere averlo con noi e vedere il suo sorriso”, ha precisato il mister dei campioni d’Italia. Poi il punto su Calhanoglu e su alcune polemiche che lo hanno visto “protagonista”: “Non è andato a vedere la gara della Turchia per ‘colpà mia. Sono io che l’ho tenuto qui per la ripresa dei suoi allenamenti. Il giorno di Italia-Turchia ci siamo allenati tardi e io volevo avere lui con noi. E’ dispiaciuto, voleva andare in Nazionale, ma ha avuto in infortunio, poi c’è stata la ripresa degli allenamenti e non ha potuto seguire il match della sua Nazionale: tutto qui. Le altre voci sono false”.
“Occasione per Provedel dal primo minuto? Domani vedremo. Se c’è bisogno di giocare con la difesa a 4 possiamo farlo. Vederla per tutta la stagione, però, mi pare difficile: non è funzionale al nostro calcio. In tutti questi anni abbiamo imparato a non sottovalutare mai l’avversario. Voglio veder ogni volta l’atteggiamento giusto e la qualità giusta, sperando di riuscire a prendere sempre quello che ci meritiamo”, ha continuato Chivu. A
lla fine della conferenza spazio a due individualità. Su Diouf ha detto: “Come terzino in Nazionale mi è piaciuto. Da noi però gioca come quinto. Con la Francia è stato solo un pò timoroso, ma ci sta: giocava per la prima volta con la maglia della Nazionale e in più in un ruolo per lui nuovo”.
Su Susic, quindi, ha affermato: “Petar è stato uno dei tre centrocampisti più impegnati lo scorso anno, non bisogna ridurre tutto alla titolarità. Siamo contenti della sua umiltà e di come si mette a disposizione del gruppo con le sue qualità, che sono diverse”.
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