PALERMO (ITALPRESS) – L’ex presidente della Regione Siciliana, Salvatore Cuffaro, accusato di corruzione e traffico di influenze nell’ambito di un’inchiesta sulla sanità, attraverso i propri legali ha chiesto di patteggiare una pena di tre anni.
Il pm del Tribunale di Palermo ha dato il consenso. Adesso spetta al gup Ermelinda Marfia decidere. La difesa di Cuffaro ha offerto la somma di 7.500 euro ciascuno alle parti civili: l’ospedale Villa Sofia e l’Asp di Siracusa.
La pena da scontare, comunque, convertita in lavori di pubblica utilità, sarebbe di 2 anni e mezzo visto che ai 3 anni concordati dovrebbe togliersi il periodo di arresti domiciliari già scontati in custodia cautelare da Cuffaro.
I difensori, gli avvocati Marcello Montalbano e Giovanni Di Benedetto, nella istanza di patteggiamento depositata nel corso dell’udienza preliminare, hanno richiesto inoltre la conversione della eventuale pena con lavori sostitutivi per il residuo da scontare presso “la Casa del Sorriso”. La decisione alla prossima udienza del 15 maggio.
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