Ponte sullo Stretto di Messina: perché la Corte dei Conti ha bloccato la convenzione tra Ministero e Stretto di Messina

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Ponte sullo Stretto di Messina: perché la Corte dei Conti ha bloccato la convenzione tra Ministero e Stretto di Messina

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mercoledì 17 Dicembre 2025 - 13:00

Il progetto del Ponte sullo Stretto di Messina — infrastruttura da oltre 13 miliardi di euro prevista per collegare Sicilia e Calabria — ha subito un nuovo e significativo stop a causa di una decisione della Corte dei Conti. I magistrati contabili hanno infatti negato il visto di legittimità alla delibera del Cipess che avrebbe dato il via libera alla convenzione tra il Ministero delle Infrastrutture e la società Stretto di Messina S.p.A., bloccando così formalmente l’efficacia dell’accordo e la conseguente pubblicazione in Gazzetta Ufficiale.

I motivi della bocciatura

La motivazione del blocco non riguarda un giudizio sul merito politico del ponte, ma profili di conformità normativa, procedurale e giuridica che, secondo la Corte dei Conti, non risultano soddisfatti. Le principali osservazioni sollevate dai magistrati riguardano:

  • Violazioni delle direttive europee: la Corte ha rilevato che la procedura non rispetta alcune direttive dell’Unione Europea: in particolare quelle sulla conservazione degli habitat naturali e sulla disciplina degli appalti pubblici. Ciò riguarda la protezione di zone naturali protette e la corretta applicazione delle regole comunitarie in materia di contratti pubblici.
  • Mancata acquisizione del parere obbligatorio dell’Autorità di regolazione dei trasporti (ART): secondo la Corte è mancata la richiesta del parere dell’Autorità indipendente sui trasporti in relazione al piano tariffario alla base del progetto economico e finanziario. Senza questo parere, la delibera non può essere considerata completa e conforme alle norme nazionali.
  • Criticità procedurali e normative sugli appalti: i giudici contabili hanno inoltre evidenziato che, a fronte di un aumento dei costi dell’opera rispetto alle previsioni iniziali, sarebbe necessaria una nuova procedura competitiva di gara in base alla normativa europea sugli appalti. Il progetto attuale, infatti, si basa su contratti e affidamenti che risalgono a procedure antecedenti, senza aggiornamenti formali richiesti per variazioni così significative.
  • Rischi ambientali e incognite tecniche: tra i rilievi vi sono anche questioni legate alla valutazione dell’impatto ambientale del ponte, in particolare sulle aree costiere e marittime di Calabria e Sicilia, incluse zone Natura 2000, senza motivazioni adeguate secondo i magistrati.

Effetti del provvedimento

Il no al visto di legittimità e alla registrazione del provvedimento Cipess ha come effetto immediato il congelamento dell’avvio dell’opera, compresa la conv​enzione attesa tra Ministero e Stretto di Messina e la conseguente copertura finanziaria che ne avrebbe permesso l’effettiva realizzazione. Senza la registrazione, gli atti non possono essere pubblicati e i fondi stanziati non possono essere impegnati. La mancata approvazione della convenzione blocca anche la fase successiva legata a contratti, appalti e le prime azioni operative, lasciando il progetto in una situazione di incertezza amministrativa e giuridica.

Politica e governo: possibili scenari

La Corte dei Conti non ha affermato che l’opera non si possa fare, ma ha evidenziato vizi procedurali, carenze di pareri obbligatori e violazioni di norme europee che rendono la delibera del governo non conforme alla legge. Il Governo ha dichiarato di voler esaminare le motivazioni e di essere al lavoro per colmare i rilievi, mentre esponenti politici favorevoli al ponte si sono detti pronti a trovare soluzioni per rispettare le prescrizioni normative, anche attraverso eventuali nuovi atti, pareri tecnici e, se necessario, una nuova procedura concorrenziale.

Un nuovo stop dopo ottobre 2025

La pronuncia della Corte dei Conti segue un precedente no al visto di legittimità della delibera Cipess datato 29 ottobre 2025, quando i giudici avevano già respinto l’approvazione del progetto definitivo del ponte sullo Stretto, evidenziando carenze documentali, dubbi sull’adeguatezza dei costi e violazioni normative. Questa serie di decisioni della magistratura contabile rappresenta uno dei più importanti ostacoli amministrativi e giuridici al progetto di collegamento stabile tra Sicilia e Calabria.

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