De Luca cambia idea sul Ponte: “No allo scippo dei fondi per la Sicilia”

“Siamo contrari al ponte di Matteo Verdini che dovrebbe essere realizzato con una rapina del Fondo Sviluppo e Coesione che appartiene alla Sicilia”. Questo il monito del leader di Sud chiama Nord Cateno De Luca in occasione del comizio di ieri pomeriggio a Torre Faro, nei pressi del Pilone, per esprimere la sua contrarietà al Ponte sullo Stretto, quantomeno a quello promosso dal governo di Roma. Slogan del comizio era infatti “Liberiamo il Messina dal Ponte di Matteo Verdini”, un gioco di parole tra il nome del ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini e il cognome del suocero Denis Verdini, ex parlamentare attualmente ai domiciliari per bancarotta.

Questo perché, a detta del leader di Sud chiama Nord, il ponte verrà realizzato, quantomeno in parte, con fondi regionali che andrebbero destinati per altre finalità per lo sviluppo della Sicilia: “È impensabile che due miliardi di euro che servono per gli invasi, che servono per le strade, per le scuole, per i depuratori vengano scippati alla Sicilia per il ponte sullo Stretto di Messina”, ha commentato De Luca

Al comizio di De Luca, ovviamente, erano presenti i suoi più stretti collaboratori, e in particolare il sindaco di Messina Federico Basile, il suo vice Salvatore Mondello, e il direttore generale Salvo Puccio: “Il ponte così come è stato pensato è un’opera che non parla con il territorio. Semmai la città dovesse avere a che fare col Ponte, la città dovrà essere protagonista”, ha dichiarato Basile. Sulla stessa lunghezza d’onda il vicesindaco Mondello, che ha mostrato preoccupazione per l’intento del governo Meloni di avviare i lavori entro l’estate di quest’anno: “Un’opera così importante non può essere legata ad una tempistica così veloce e ad una logica politica”.

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