Zampagna: da comunista svolta a destra del bomber

E’ questa la scelta dell’ex bomber del Messina Riccardo Zampagna, che, da un passato di fede comunista, ha deciso di fare la svolta a destra. Ha sempre fatto il centravanti, ma stavolta giocherà appunto… sulla fascia destra.

Zampagna: da comunista svolta a destra con Meloni.

Zampagna all’Atalanta

Si candiderà nella sua Terni, in una delle liste a sostegno del candidato di centrodestra Orlando Masselli. Si tratta dell’attuale assessore al Bilancio di Terni, che è stato scelto proprio da Fratelli d’Italia e da Giorgia Meloni in persona. Ci tiene a precisare però l’attaccante Ex Atalanta, Ternana e Sassuolo “Non è una svolta a destra, ma una provocazione che suoni da sveglia per la città”.

Ha chiarito di aver “deciso, come al solito contro corrente, di metterci la faccia, ben cosciente della mia storia che non intendo rinnegare. Ho sposato il progetto di Terni Protagonista, costruito insieme ad alcuni amici, di cui ho totale stima e fiducia, solo ed esclusivamente per il bene della città”.

L’ideale comunista, la svolta a destra di Zampagna e il pugno chiuso a Livorno.

Il pugno chiuso di Zampagna

La vicinanza all’ideale comunista nasce, per Zampagna, dall’attaccamento al padre, che ha lavorato ed è morto nell’acciaieria di Terni, la sua città natale. Il suo idolo è sempre stato Che Guevara. “Io ultimo bomber di sinistra – aveva detto al Corriere della Sera nel 2015 -, nel nome di mio padre morto per l’acciaieria”.

E’ famoso l’episodio in cui, allo Stadio Armando Picchi, quando militava con la maglia biancoscudata, in Serie A, alzò il pugno chiuso per salutare i tifosi livornesi, gemellati con quelli ternani, e notoriamente di sinistra.

Il bomber dovette subire una multa, e fu allora difeso, ironia della sorte, da Ignazio La Russa, attuale Presidente del Senato e uno degli esponenti più in vista del partito di Giorgia Meloni.

Il calciatore spiegò che prima della partita si era messo a parlare con i tifosi avversari di politica, povertà, socialismo, ed altri temi. Un momento che definì “emozionante” e che lo spinse ad onorare gli amaranto con l’ormai famoso gesto.

Il calciatore proletario.

Zampagna nella sua Ternana

Zampagna proletario comunque lo era veramente, perché oltre ad essere figlio di un operaio, ha lavorato per molto tempo, prima di diventare calciatore e fare la carriera che tutti sappiamo.

Quando ha messo gli scarpini al chiodo, è tornato a lavorare umilmente, aprendo una tabaccheria. Sostiene che il calcio non lo ha cambiato. “Resto come sempre un irregolare” ha detto tempo fa.

“Quando ho iniziato a giocare, lavoravo 12 ore al giorno come tappezziere e montatore di tende da sole a 800mila lire al mese e in pratica mi allenavo giocando la domenica”.

Prima di chiudere definitivamente con il calcio aveva giocato nel campionato Uisp con i Primidellastrada, squadra di un’associazione comunista sportiva dilettantistica, agitando il motto “ultimi della classe, primi della strada”.

La rossa Terni e il duello a destra.

da sinistra Bandecchi e Masselli

Masselli sfiderà Stefano Bandecchi, ex parà un tempo vicino al Movimento Sociale Italiano, oggi Presidente della Ternana allenata da un altro noto attaccante comunista, Cristiano Lucarelli. In una città di antica tradizione rossa. Bandecchi con una lista propria e Masselli appoggiato dal centrodestra, si contenderanno i voti degli elettori di destra.

Ad ogni modo, Zampagna sembra avere le idee chiare almeno su cosa vorrà fare per Terni:

“Ci batteremo contro le politiche Perugia-centriche per la nostra appartenenza al territorio in cui viviamo. Terni ai ternani e finalmente protagonista”.

Michele Bruno.

Michele Bruno

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