De Luca è alla canna del gas, chiede il voto disgiunto

Quando si arriva al punto di chiedere pubblicamente il voto disgiunto significa che si è deboli e irrispettosi dei propri candidati. Cateno De Luca sente il profumo della sconfitta, quella sonora, e allora si gioca la carta della disperazione chiedendo pubblicamente ai candidati delle liste avversarie di ricorrere al voto disgiunto per sostenere Federico Basile.

L’ologramma, l’avatar, il segnaposto, il pupazzo, è in caduta libera: il nome di Basile, dopo la discesa in campo degli altri candidati, è uscito da diversi ambienti cittadini. Era logico aspettarselo, anche perché il “povero” Basile paga colpe non sue. La politica di Cateno De Luca, fatta di strilli, insulti, fango e tantissima fuffa, ha stancato i messinesi che adesso hanno deciso di voltargli le spalle. La finta rivoluzione si è rivelata un totale fallimento perché De Luca ha messo al centro della sua proposta politica le sue ambizioni personali. Se stesso.

Questo i messinesi lo hanno capito e allora si sono guardati intorno per una valida alternativa. Oggi l’alternativa c’è e l’elettore vuole prendere la palla al balzo per ridare un futuro degno di tale nome ad una città violentata da idee malsane di amministratori che all’interesse generale hanno anteposto il proprio ego. Nove anni sono troppi, ma la cosa che spaventa è la prospettiva di altri cinque anni da film dell’orrore se il “disegno” di De Luca fosse andato in porto.

L’appello al voto disgiunto è segnale di debolezza, ma anche un chiaro segno di mancanza di rispetto nei confronti dei candidati delle proprie liste. Il messaggio che passa è uno solo: “Votateci e garantite le nostre posizioni”. Le posizioni degli eletti, degli assessori già indicati da Federico Basile, in nome e per conto di Cateno De Luca, il vero dominus di Sicilia. L’uomo che intende prendere il posto del tanto vituperato Francantonio Genovese. Un nome che ricorre sovente nelle dirette Fb dello “Sciamano del Nisi”, un nome al quale, in fin dei conti, si ispira Cateno De Luca.

L’ex sindaco non vuole mollare il controllo del potere cittadino attraverso le sue articolazioni, muovendo i fili di assessori e nominati nei Cda delle Partecipate. Cosa è cambiato rispetto al passato? Nulla. I metodi sono gli stessi, De Luca sta tentando di scalzare i “vecchi” (ricordiamo che lui fa politica da oltre 30 anni), a vantaggio suo.

Ma i messinesi che mai hanno confermato la fiducia ad un sindaco uscente, men che meno ad una coalizione ombrello, lo hanno capito benissimo e si stanno armando per rispedire nella ridente Fiumedinisi, l’ex sindaco che ha fatto ridere tutta Italia con il suo fare macchiettistico.

Davide Gambale

Redazione

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  • Più che alla canna del gas, il BOMMACARO di Fiumedinisi...mi sembra alla totale disperazione, avendo preso consapevolezza del totale fallimento dei suoi sogni di gloria, non tanto su Messina, quanto sulla presidenza della Regione, vero obiettivo del soggetto in questione! Fattene una ragione cateno, hai finito di prendere per il c..o, ormai anche i più irriducibili ti hanno sgamato.

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