Non si è fatta attendere la replica del presidente del Consiglio Comunale, Claudio Cardile, alla segretaria della Fiadel, Clara Crocè. La sindacalista ieri ha affermato che dalla mancata approvazione, da parte del Civico Consesso, del contratto di servizio della Messina Social City e del bilancio di previsione sarebbe dipeso il futuro di 800 lavoratori.
“Abbiamo chiesto i motivi per i quali gli impegni dell’ex sindaco De Luca non sono stati adempiuti – ha affermato Crocè – e il direttore della Messina Social City ha riferito che il contratto di servizio è fermo in consiglio comunale dal 3 gennaio così come è fermo il bilancio di previsione del Comune di Messina per il quale si stenta ad esitarlo. Da questi due documenti dipende il futuro dei lavoratori. La campagna elettorale non si può fare sulla pelle di 800 famiglie che stanno alla Messina Social City”.
Cardile: “La delibera sul contratto di servizio non esiste, il bilancio è ancora incompleto dei pareri”. Al riguardo il presidente del Consiglio comunale ha accusato Crocè di mentire spudoratamente, affermando che non esiste alcuna delibera da approvare relativa al contratto di servizio della Messina Social City e che al bilancio di previsione mancano i pareri agli emendamenti per poter essere approvato.
“Per quanto riguarda il contratto di servizio tanto decantato dalla volutamente disinformata sindacalista, – dichiara Cardile – chiarisco che alla presidenza del Consiglio NON ESISTE ancora agli atti alcuna proposta di delibera! Per quanto concerne invece il Bilancio di Previsione 2022, di fatto ancora nella giornata di ieri mancavano diversi pareri ad alcuni emendamenti, peraltro sollecitati dal sottoscritto a da diversi consiglieri comunali a cui sta certamente a cuore definire ed approvare le delibere più importanti per la città e per il mantenimento dei servizi prima di chiudere questo mandato secondo i tempi dettati dalla legge e non dai tempi di un ex sindaco che invece ha preferito chiuderlo anzitempo per le sue ambizioni personali.
Pertanto, nel respingere ancora una volta al mittente accuse strumentali che ancora una volta seminano ansie e preoccupazione ai lavoratori usati in questo caso solo per ottenere beceri consensi elettorali, ribadisco e confermo che ad oggi il Consiglio Comunale certamente non è nelle condizioni di esitare una delibera che agli atti non esiste, così come non può neppure esitare il Bilancio perché incompleto dei pareri agli emendamenti. L’accaldata sindacalista, quindi trovi altri modi o spunti per spostare il consenso sul suo fronte politico che l’ha certamente spinta a pronunciarsi per fare l’ennesima magra figura, perché ancora una volta gli atti e i fatti evidentemente la smentiscono”.

