Palazzo dei Leoni: gli “affaroni” immobiliari di De Luca

All’albo pretorio della Città Metropolitana di Messina è stato affisso nei giorni scorsi un avviso contenente una data ultima entro la quale l’Ente potrà cedere al costo di 920.000 euro il complesso immobiliare del Don Orione. L’avviso riporta la data del prossimo 11 gennaio, entro il quale dovranno pervenire le offerte, caso contrario Palazzo dei Leoni avvierà le procedura di vendita a Palazzo Zanca, che ha manifestato un certo interesse. L’avviso reca la firma del dirigente Salvo Puccio ed è la conseguenza di un atto di indirizzo politico sottoscritto dal sindaco Metropolitano Cateno De Luca. Lo stesso che, presumibilmente, avrà firmato analogo atto d’indirizzo per l’acquisto dell’immobile, sponda Palazzo Zanca.

A conti fatti, l’immensa area di 15.700 metri quadrati, verrebbe ceduta al costo di appena 58,59 euro al metro quadrato: una inezia se si considera che l’immobile è situato in pieno centro città.

La vendita dell’immobile di proprietà della Città Metropolitana, rientra nel piano di dismissioni dell’Ente che ha deciso di alleggerire il carico immobiliare per fare cassa. In questo contesto, si inserisce la vendita dell’ex hotel Riviera, la cui proprietà, com’è noto, passerà all’Università di Messina.

Di contro, il Comune di Messina, da tempo in crisi economica, ha avviato un imponente piano di dismissioni degli immobili di proprietà, al punto che il sindaco Cateno De Luca ha ritenuto opportuno creare un’altra Partecipata, il cui compito è quello di vendere i beni di proprietà. Ma a quanto pare, non si occuperà solo di vendite ma anche di acquisti.

Fin qui non ci sarebbe nulla di strano, se non fosse che la Città Metropolitana, pur avendo la proprietà di un immobile come quello del Don Orione, ha pensato bene di avviare le procedure di acquisti dell’ex Città del Ragazzo, alla modica cifra di 3,5 mln di euro. La prima tranche, come da accordi, avrebbe dovuto essere versata entro il mese di novembre.

Palazzo dei Leoni ha giustificato l’acquisto con la realizzazione del progetto “Dopo di noi”. Iniziativa lodevole che richiede spazi adeguati, come riportato nell’avviso del procedimento di acquisizione, e dare risposte risolutive e concrete – si legge nel documento di indirizzo politico di De Luca – ai bisogni delle persone più fragili.

Agli occhi dei più ingenui, alla luce di questa operazione immobiliare, balza una contraddizione, alla quale dovrebbero interessarsi gli organi competenti, visto che a Palazzo dei Leoni di fatto non esiste un organo di controllo di politico. Perché acquisire l’ex Città del Ragazzo, quando l’Ente ha fra i propri beni disponibili una struttura analoga che fine a qualche mese addietro era adibite alle funzioni di assistenza per i soggetti fragili?

E perché, a fronte di un esborso di 3,5 mln di euro, la Città Metropolitana intende svendere a poco più di 900mila euro, un immobile al Comune?

Cosa c’è dietro questa “sprovveduta” doppia operazione immobiliare?

Infine, particolare a dir poco grottesco: se la vendita del Don Orione andrà a buon fine, il sindaco Metropolitano Cateno De Luca venderà al sindaco di Messina Cateno De Luca. Tutto normale?

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