Cittadella Fieristica, Gioveni: “Futuro deve passare dal civico consesso”

“Che senso ha ospitare ancora il presidente dell’Autorità di Sistema portuale dello Stretto in Commissione Urbanistica visto che per il buon Mario Mega si tratterebbe già della terza presenza? Deve essere prima il Consiglio Comunale nella sua interezza ad esprimersi con un atto di indirizzo”. Il consigliere comunale Libero Gioveni, capogruppo di Fratelli d’Italia, pur apprezzando l’interesse del collega Biagio Bonfiglio, presidente della VI^ Commissione consiliare, ad audire il presidente dell’Autorità di Sistema, ribadisce la necessità che sia adesso esclusivamente e prioritariamente il civico consesso a dover fornire la propria visione futura dell’affaccio a mare, utilizzando le proprie prerogative di legge di pianificazione urbanistica.

Soltanto dopo esserci espressi con un atto ufficiale – evidenzia Gioveni – il confronto con il presidente Mega potrebbe dare i suoi frutti senza rischiare di parlare del “sesso degli angeli”, anche perché, ripeto, la seduta programmata per il 17 marzo sarebbe già la terza nel giro di un anno, con l’ultima tenutasi in data 16 dicembre, alla presenza anche dell’assessore Mondello.

Non trovo più utilità, concretezza e praticità nell’ascoltare da Mega ciò che già sappiamo e di cui abbiamo preso atto già in due occasioni – prosegue il consigliere – soprattutto perché, come ho già ribadito nella nota del 2 marzo scorso, la destinazione futura dell’area fieristica e della zona falcata è già stata scritta nelle pagine del Piano regolatore portuale, approvato a Palermo il 24 luglio 2019 dal Consiglio regionale urbanistico. Quindi dovrebbe essere adesso il Consiglio comunale in adunanza plenaria e con tutte le sue forze politiche e non soltanto con i componenti della Commissione Urbanistica (che potrebbe comunque produrre un lavoro propedeutico) – insiste l’esponente di FdI – a chiedere formalmente con un proprio atto di indirizzo la predisposizione di una possibile variante al PRP, come spesso accade in tutti gli strumenti urbanistici, condizione questa che diventa a questo punto dirimente ed essenziale per poter avviare un proficuo dibattito con l’Autorità di Sistema.

L’unico organo democraticamente eletto che rappresenta la città, quindi – conclude convinto Gioveni – non può non dare degli indirizzi politici sulla “città che verrà” in relazione al suo “water front”, anche perché non è solo del futuro della cittadella fieristica di cui ci si deve occupare e preoccupare, ma anche del futuro dell’attuale rada San Francesco una volta completato il nuovo porto di Tremestieri.

Prima si esprima ufficialmente l’Aula, quindi, e poi rassegneremo al presidente Mega le nostre determinazioni”.

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