Da Gramsci a Grillo. Di Pericle

Che pena! È la negazione assoluta della evoluzione di Darwin. Inconcepibile e impensabile, ma reale. Una interpretazione assurda del “fine giustifica i mezzi”. Il lento e inesorabile declino del PD ha trovato nell’abbraccio con il M5S l’abisso, la fine ingloriosa di una storia e di un progetto, realizzando il più abominevole dei tradimenti: l’abiura vergognosa di una fede politica.Alla politica non è richiesta una morale confessionale, ma principi e valori dalla cui osservanza dipendono convivenza, sicurezza, welfare, lavoro, rapporti internazionali, ossia l’idea stessa dello Stato. In una Repubblica parlamentare, come quella del nostro Paese, i cittadini-elettori delegano i loro rappresentanti a realizzare istanze da inscrivere correttamente dentro la Carta Costituzionale. Tale delega non è una cambiale in bianco, ma un patto di fiducia fra elettore ed eletto, e rappresenta il cuore pulsante della democrazia. Il tradimento di questo vincolo di lealtà arreca un vulnus che corrode il concetto stesso della democrazia, spazza via una comunità e ferisce mortalmente le persone. Il PD ha tradito questo patto per puro tornaconto buttandosi nelle braccia di un comico alienante, che ha raggirato con un populismo becero, scurrile e privo di contenuti un popolo privo di orizzonte. Il Vaffa ha rappresentato il mezzo ed il fine. Ma poichè “il potere logora chi non ce l’ha”, la rivoluzione copernicana che doveva aprire come una scatoletta di tonno le Istituzioni, è divenuta “moderata e liberale”. Il PD che ha perso ogni contatto con la realtà, si è autoconvinto di essere divenuto psicanalista: di avere, cioè, trasformato il nulla (il M5S) in opera d’arte. Illusione. Il verdetto delle urne sancirà, per ciò che fu il partito di Gramsci, una cocente sconfitta e una lunga attraversata del deserto.Forse per comprendere i fatti specifici sarebbe opportuno, come canone aggregativo, riflettere sui principi fondanti della politica, del potere, del governo e sulle capacità indispensabili di chi si cimenta in questa “arte”. Plutarco, Machiavelli e Polibio sono ancora oggi, nell’era del web, pietre miliari e cruciali snodi di cultura. Siamo convinti che se ci fosse stata una minima riflessione su ciò, scrivere da Gramsci a Grillo, sarebbe stata una bestemmia dottrinaria.

Pericle

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