Meteo, mattinata perturbata con sostenuta tramontana dal pomeriggio

Frastornati e intontiti dalla burrasca di ponente che ha molestato il sonno notturno degli strettesi, apriamo la nuova settimana con nuvolositĂ  del tutto innocua.

Le inutili pioviggini londinesi cadute durante la tarda mattinata domenicale non hanno minimamente dissetato le nostre campagne. Ma la stagione della dinamicitĂ  atmosferica non Ă© assolutamente finita e per fortuna, nelle prossime 48 h, la Bielorussia sfodererĂ  una lodevole magnanimitĂ  nei nostri confronti.

Come testifica eloquentemente l’americano Gfs, la nostra regione dovrĂ  fronteggiare un flusso di correnti continentali d’estrazione russo/baltica.

Un mulinello depressionario alloggiato sull’entroterra bielorusso invierĂ  sul mare nostrum una circolazione fredda soprattutto a 850 hpa. L’alta pressione delle Azzorre decentrata sul comparto iberico costringerĂ  il lago gelido a 500 hpa ad una dislocazione Grecia e Turca.

Suddetta configurazione sinottica proclive a scambi meridiani, porgerĂ  al messinese una transeunte -3 a 850 hpa, mentre il fulcro strutturale del magazzino freddo a 500 hpa non interesserĂ  nemmeno marginalmente la Sicilia.

Martedì mattina, pur in assenza di un buon gradiente verticale (-22 a 500 hpa), una determinante infiltrazione umida in quota genererà una marcata instabilità marittima e localmente incentiverà un eccellente Stau.

Con questo quadro sinottico, martedì mattina le condizioni meteorologiche saranno marcatamente instabili e a tratti anche moderatamente perturbate soprattutto nella prima parte.

Il forte getto occidentale trascinerĂ  fin dalle primissime ore un esteso ammasso convettivo in evoluzione sul Tirreno Trapanese. Il cielo spazierĂ  dal molto nuvoloso a generalmente coperto, con nuvolositĂ  molto piĂą generalizzata e compatta fra le 4 e le 11.

Congesti ben formati e localizzati cumulonembi di natura marittima procederanno speditamente da ovest verso est, innaffiando adeguatamente tutto il messinese. Un buon gradiente verticale sarĂ  indotto dall’innesto di una gelida -40 a 400 hpa ( 7000 metri) in sovrascorrimento su un Tirreno molto piĂą tiepido rispetto alla massa sovrastante. Le correnti al suolo ( N-NW) opereranno un intenso forcing orografico che ammasserĂ  svariati cumuli sul crinale dei Peloritani. Localmente, potrebbero prosperare anche intense manifestazioni temporalesche, con quantitativi cumulati compresi fra i 30 e i 40 mm. Difficilmente si presenteranno i presupposti per fitte grandinate, mancando termiche fredde a 500 hpa.

Leggermente meno colpito il basso messinese ionico, ma piogge battenti annesse allo Stau peloritanico potranno facilmente assecondare gli invasi.

Questo intenso transito perturbato dovrebbe attenuarsi bel primo pomeriggio, lasciando la Sicilia sotto una nuvolositĂ  irregolare quasi del tutto innocua.

Mercoledì, una residua instabilità per lo più avvettiva sarà riscontrabile soltanto su parte del versante tirrenico, bagnano da isolati rovesci di pioggia post frontali. Bassissime le possibilità di rivedere scariche cerauniche.

Martedì pomeriggio, una sostenuta tramontana (N) renderĂ  molto mosso il Tirreno, dissestato da onde di mare vivo dell’altezza di 3 metri, mentre lo Stretto sarĂ  piuttosto spumeggiante ma navigabilissimo. Il picco della algida tramontana è previsto durante la serata, con refoli di 70 km/h in prossimitĂ  delle Eolie e 60 km/h sulla costa settentrionale. Anche mercoledì la ventilazione si presenterĂ  piuttosto tesa con raffiche di 45 km/h.

La temperatura è prevista in sensibilissima diminuzione, quantificabile in almeno 6°. La colonnina di mercurio oscillerĂ  dai 6° di minima ai 10 di massima al livello del mare, denotando uno scarto negativo di 4° rispetto alla media stagionale. Qualche coreografica spruzzata di neve potrebbe dipingere di bianco i Nebrodi a partire dai 850-900 metri, ma Ă© bene puntualizzare che gli apporti complessivi non saranno copiosi nemmeno oltre i 1000-1200 metri. Con una -28 a 500 hpa, il Tirreno effect non sarĂ  di buona qualitĂ  per costruire le classiche virghe imbiancanti. Sarebbe necessaria almeno una -34 per abbassare la quota neve fin verso i 300-400 metri. Il tasso dell’Ur farĂ  segnare valori medi compresi fra il 40 e il 50%.

Le tendenze del tempo a medio termine prefigurano una ritirata verso levante dello squarcio depressionario. GiĂ  da giovedì pomeriggio, l’alta pressione africana avrĂ  quasi completato la sua elongazione, rinnovando grande tepore e cirri. Ma non si tratterĂ  assolutamente di una stazionaria ondata di calore fuori stagione.

Alessio Campobello

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