Il Solstizio di Archeoclub Area Ionica tra arte, cultura e turismo

Ormai dai sei anni ogni 21 giugno, con un format diverso ma col medesimo entusiasmo, il “Solstizio Miti, poeti,
sogni, pittori e Santi nella Valle d’Agrò”.
Per adeguarsi alle prescrizioni
legate all’emergenza sanitaria, quest’anno Archeoclub Area Ionica,
organizzatrice dell’evento, ha rinunciato alla formula convegnistica,
proponendo una particolare “passeggiata divulgativa “sui sentieri di
Gerasimo e Ruggero II”.
A S. ALESSIO, L’INCONTRO TRA GERASIMO E RUGGERO II
Alle 16 i partecipanti si sono ritrovati presso la chiesa della Madonna
del Carmelo di S. Alessio, nel luogo in cui gli studi collocano l’incontro,
nel 1116, tra l’abate d’Agrò Gerasimo ed il conte normanno Ruggero II
da cui scaturì il diploma di donazione che concesse ai monaci basiliani
i soldi e la possibilità di riedificare il Monastero dei SS. Pietro e Paolo
d’Agrò.
In quel luogo, Archeoclub ha anche messo un primo “paletto”, la
locandina col QrCode, che consentirà ai visitatori di avvicinare il
telefono al codice e, tramite un’applicazione gratuita, potranno leggere sul telefono o ascoltare in più lingue la storia e le caratteristiche della
chiesa e del sito.
Il QrCode fa parte di un progetto di mappatura dei siti culturali di Archeoclub e comune di S. Alessio.
Proprio su tale progetto ha posto l’accento, nel fare gli onori di casa l’assessore comunale a Turismo e Cultura, Virginia Carnabuci,
come scopo dell’amministrazione sia “fare emergere le importanti risorse culturali di S. Alessio ed agganciarle all’offerta turistica complessiva, attraverso una sinergia con l’associazionismo”.
Le caratteristiche della chiesa (che pare sia costruita sopra una
precedente bizantina, dedicata da S. Nicola dei Greci) sono state
illustrate ai presenti dall’arch. Ketty Tamà. Un QrCode è stato posizionato anche presso Villa Genovesi, seconda
tappa della passeggiata divulgativa, dove sono conservate anfore ed
un’àncora “pescate” da un relitto di nave romana nel corso di
prospezioni subacquee eseguite venti anni fa con Marenostrum
(struttura di archeologia subacquea di Archeoclub d’Italia) e
Carabinieri.
DA S. ALESSIO A SCIFI’, a spasso con Gerasimo. Dopo, la “passeggiata” si è inoltrata nel torrente Agrò, risalendo
fino al sito archeologico di Scifì, seguendo il tracciato che
verosimilmente Gerasimo fece dopo aver convinto Ruggero II a
riedificare il monastero. L’origine del le ricerche e l’evoluzione degli scavi sono
state esposte dall’avv. Filippo Brianni, presidente di Archeoclub Area Ionica Messina, mentre i resti archeologici sono stati illustrati dalla prof.ssa Grazia Spagnolo, docente di Archeologia della Magna Grecia e della Sicilia presso l’Università di Messina, che partecipò all’ultima campagna di scavo nel 2002. Il sito è oggetto di studi
multidisciplinari anche da parte di altri partecipanti alla pur lunga “passeggiata”, tra cui Gabriella Tigano, direttore del Parco Archeologico regionale di Naxos-Taormina,
nella cui giurisdizione ricade il monastero dei SS Pietro e Paolo d’Agrò; l’arch. Rocco Burgio, della Soprintendenza di Messina; Elena Caliri, docente di Storia Romana.dell’Università di Messina; l’archeologo Marco Sfacteria, che si occupa di indagini topografiche;
l’archeologo Carmelo.Interdonato. Presente anche la famiglia del prof. Giuseppe Lombardo, proprietaria dell’area. Tutti hanno convenuto sul fatto che si tratta di un sito certamente
importante, dalle potenzialità
straordinarie, ma la cui natura potrà
essere chiarita solo dalla prosecuzione degli scavi, soprattuttobs ulla collinetta a sud dell’area.
A SS. PIETRO E PAOLO, Gerasimo torna a destinazione.
Dopo Scifì, i partecipanti hanno attraversato il torrente Agrò, nella
direzione di contrada Ponte, dove le fonti collocano la presenza di un
ponte romano, oggi non più visibile, lungo una strada che raggiungeva
Taormina.
Oltrepassato idealmente il ponte, il gruppo si è ritrovato al punto di
arrivo della passeggiata e del sogno di Gerasimo: il monastero dei SS.
Pietro e Paolo d’Agrò di Casalvecchio Siculo. Qui ha avuto luogo una dettagliata spiegazione dell’epigrafe in greco che si trova sul portale della chiesa da parte del prof. Daniele Macris, presidente della Comunità Ellenica dello Stretto, alla presenza anche di Stella Kalisperatou, presidente della sezione siciliana dell’Istituto Ellenico di Diplomazia Culturale.
L’epigrafe testimonia il restauro della
chiesa del 1172. “È scritta in lingua greca – ha detto Macris – perché
queste popolazioni, nel XII secolo, parlavano e scrivevano in greco”.
E’ stata l’occasione per la dott. ssa Gabriella Tigano e l’arch.
Daniela Sparacino, anche lei del Parco Archeologico di Naxos-Taormina, di fare il punto sulle numerose importanti iniziative che in pochi mesi
sono state avviate in collaborazione col Comune di Casalvecchio, grazie al cui impegno è stato anche possibile ottenere il finanziamento
che consentirà la creazione del museo esperienziale nei locali annessi
alla chiesa.
Una spiegazione dei dettagli interni della chiesa è stata fornita da
Ketty Tamà.
Archeoclub ha organizzato l’evento in collaborazione con i Lions Club
Letojanni-Valle d’Agrò (presenti con la presidente dott.ssa Marina Scimone, nonché con Maurizio Brunetto, che è anche consigliere comunale di Forza d’Agrò), ai quali si deve, sei anni fa, la prima edizione del Solstizio, nonché con il gruppo Architrekking, guidato
dall’arch. Michele Palamara (che è anche vice presidente dell’ordine
degli architetti di Messina) e col patrocinio del Parco Archeologico
Regionale di Naxos-Taormina.
Tra i partecipanti anche: Federalberghi Riviera Jonica, col suo
presidente Pierpaolo Biondi; Anna Maria Noessing, di Legambiente
Taormina; Carmelo Nicita presidente dell’associazione AgroNauti; Enico
Salemi, assessore alla cultura di Savoca.
BRIANNI: “UNA FORMULA CHE PIACE”; TAMA’: “PENSIAMO A UN NUOVO
TURISMO”.
Entusiastici i commenti dei vertici di Archeoclub che avevano limitato
la pubblicizzazione dell’evento, per evitare assembramenti, ma che si
sono trovati accanto a “passeggiare” sulle vie di Gerasimo e Ruggero
tanti studiosi e curiosi, tanto che si pensa di ripetere l’iniziativa appena
le condizioni emergenziali saranno meno stringenti.
L’arch. Ketty Tamà, l’ideatrice del Solstizio, ha puntualizzato l’importanza di questi eventi anche nell’ottica di “un turismo che ha
cambiato rapidamente forma. Il nostro territorio può offrire molto a
quel tipo di c.d. turismo lento che probabilmente diventerà sempre più
forte. Questo solstizio, che dopo sei anni è ormai patrimonio del
territorio, ha voluto dire anche questo”.
Filippo Brianni ha sottolineato come l’idea di “fare uscire il Solstizio del
format convegnistico è stata un’esigenza dovuta al Covid ma, visto il
successo, potrebbe diventare un’opportunità da cogliere e replicare,
perché così è più vivo, più a contatto col territorio, più interessante. È
bellissimo vedere tanti addetti ai lavori, con i quali spesso ci si
confronta negli uffici, divertirsi a dare il loro contributo in scarpe da
tennis, nell’ambito di una passeggiata che ha consentito anche a loro
di avere una visione molto più gradevole del nostro territorio”.

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