Mandalari, i viaggi della speranza a suon di “buoni”

Tanti nomi, accanto dei numeri ed a volte la dicitura “buono”, qualcuno potrebbe scambiarla con un pagella scolastica. Ed invece è il modo di consegnare i presidi sanitari, ammesso che l’utente sia fortunato a trovarli, visto che a rotazione all’Asp di Mandalari – Distretto Messina Nord mancano cerotti, garze, soluzioni fisiologiche (assenti da oltre 3 mesi) e tanto altro.

Oltre al danno la beffa per i numerosi utenti che dopo file interminabili, acuite dalle rigide norme per contenere la diffusione del Covid 19, sono costretti a tornarsene a casa senza aver ricevuto gli ausili medici prescritti. Risultato? Obbligatorio salto in farmacia per acquistare il materiale necessario. Ci torna in mente la lettera di un nostro lettore di Itala che nel 2002 denunciava l’odissea dei cosiddetti “viaggi della speranza” alla struttura sul viale Giostra, la maggior parte dei quali conclusi in farmacia per l’assenza del famoso Ligasano.

Sono trascorsi 18 anni da quella denuncia, ma i disagi restano, rappresentando un vero calvario per chi necessita dei presidi messi a disposizione dall’Asp.

“Ho fatto un viaggio quasi a vuoto – spiega un utente – l’altro giorno ho atteso sotto la pioggia la consegna della busta perché manca persino una tettoia per ripararsi; ogni volta manca sempre qualcosa, per non parlare delle ‘sorprese’ quando si arriva a casa e si apre la busta, dove a volte manca persino il materiale previsto nella bolla di consegna”.

Spesso mancano i prodotti richiesti, a volte si accumulano, altre volte si aggiunge la dicitura “buono” in rosso senza uno straccio di timbro o sigla dell’operatore.

Gli fa eco una signora proveniente da Giampilieri: “Mezza giornata di lavoro persa, mi serve un disinfettante per mio padre a letto da anni per un ictus, sono costretta a recarmi in farmacia. È vergognoso”.
Inutile rivolgere domande agli addetti alla distribuzione, tanto nessuno sa dare spiegazioni o certezze, bocche chiuse e musi lunghi, specie dopo un nostro servizio-denuncia finito nella bacheca di servizio dell’Asp di Mandalari.
Qualcuno, a taccuini nascosti, afferma che sarebbe colpa di presunti ritardi delle ditte fornitrici o dei continui cambi di appalto.

La nostra domanda è semplice: di chi è la responsabilità di questi disservizi? Come mai nessuno paga? L’Asp è al corrente di questi disservizi?

A. D.

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