Cas, gli ex esattori sul piede di guerra: “Siamo alla fame”

Gli ex esattori del Cas sono sul piede di guerra, in quanto ancora nulla si sa della loro immissione in organico per l’estate. “Basta con le prese in giro e con i continui rinvii – dichiarano Clara Crocè e Santino Paladino del Siad Cisal e Mariano Massaro dell’Orsa. A causa di norme capestro e della pandemia di coronavirus da tempo gli ex trimestrali ATE sono privi di sostegno economico”.

Le accuse del Siad Cisal e dell’Orsa sono rivolte non solo al management del Cas e al governo regionale, ma anche alle altre organizzazioni sindacali: “Questi lavoratori sono tenuti in ostaggio da leggi, decreti e atteggiamenti inqualificabili da parte del fronte sindacale interno al Cas, che ostacolano in ogni modo e con ogni mezzo la loro stabilizzazione in un ente che ha una carenza d’organico grave, conclamata e definita piĂą volte, come hanno certificato sia la relazione tecnica dell’ex direttore generale Leonardo Santoro che gli attuali vertici. – incalzano Crocè, Paladino e Massaro – L’assessore ai Trasporti Marco Falcone da un anno annuncia interventi e misure legislative anche per gli ex esattori, ma fino a oggi non abbiamo visto nulla. Mentre si attende che nella prossima finanziaria l’Ars approvi anche misure economiche e legislative che garantiscano anche l’assunzione a tempo indeterminato di questi lavoratori, ancora una volta chiediamo al presidente del Cas Franco Restuccia di convocare rapidamente i sindacati per definire la ripresa immediata dell’attivitĂ , ovviamente prestando particolare attenzione alla loro sicurezza”.

PiĂą in generale, Siad Cisal e Orsa chiedono che a fronte della retribuzione invariata si prevedano turni di lavoro ridotti che consentano la sanificazione dei caselli autostradali le attivitĂ  in esazione e, visto che le risorse economiche ci sono, che si inseriscano in organico anche gli ex esattori precari. Inoltre, i due sindacati autonomi chiedono che l’assunzione degli ex esattori non passi dall’agenzia interinale visto che, come prevede la normativa in materia, questi ultimi non hanno raggiunto i 36 mesi di lavoro continuato. “In casi come questi – concludono Crocè, Paladino e Massaro – la soluzione lavorativa può essere raggiunta con un accordo aziendale e senza altre prese in giro. Se così non fosse, la prossima settimana daremo il via alla mobilitazione dei lavoratori e promettiamo un’estate molto calda”.

Condividi




Change privacy settings