Atm, licenziamento collettivo dei lavoratori: i sindacati chiedono maggiore chiarezza

Incontro al Centro per l’impiego per l’avvio del licenziamento collettivo dei 461 lavoratori di Atm in liquidazione, che dovrebbero poi transitare in Atm Spa. Al riguardo Cgil, Uil e Cub, con una lunga nota consegnata alle parti, avanzano quesiti sulla legittimità del percorso intrapreso e chiedono all’ufficio dell’impiego di fare chiarezza a tutela dei lavoratori. Infatti, anche se il vicesindaco Salvatore Mondello intervenuto all’incontro garantisce l’impegno nella salvaguardia dei posti di lavoro, secondo Filt Cgil, Uiltrasporti e Cub occorrono atti formali le cui responsabilità sono in capo all’amministrazione comunale.

“Ad oggi – spiegano Carmelo Garufi, Michele Barresi e Filippo Sutera, segretari di Filt Cgil, Uiltrasporti e Cub – il contratto di servizio approvato garantisce la continuità del trasporto pubblico, ma nulla è scritto per tutela dei 461 dipendenti. Occorre modificare quell’atto per garantire i lavoratori e successivamente deve essere l’amministrazione comunale e il sindaco, che si è fatto garante, a individuare quali siano gli strumenti giuridici per ricollocare i dipendenti nella nuova Spa”.

Cgil, Uil e Cub hanno manifestato la necessità di chiarimenti e formale riscontro che l’atto di licenziamento collettivo e ricollocazione dei lavoratori Atm di cui alla legge 223/91 rientri nelle prerogative attuali del collegio dei liquidatori e se lo stesso può espletarsi in mancanza di un piano liquidazione dell’Atm, bocciato dal Consiglio Comunale, ma che è stato tuttavia proposto anche come atto di informativa inviato in seno alla procedura prevista dalla l. 223/91 alle organizzazioni sindacali. I sindacati hanno evidenziato inoltre nell’incontro come sia stata la stessa Atm in liquidazione, in data 24.12.2019, a precisare testualmente che “Oggi, infatti sarebbe impossibile far transitare i dipendenti sia con le procedure collettive previste dalla l. 223/91, sia con il passaggio diretto ai sensi dell’articolo 2112 codice civile, perché trattasi di attività di straordinaria amministrazione preclusa ai commissari liquidatori dimissionari”.

Nell’incontro presso il centro dell’impiego, Filt Cgil, Uiltrasporti e Cub hanno pertanto evidenziato come ad oggi sia evidente il persistere della mancanza di tali requisiti propedeutici e fondamentali al transito dei lavoratori (i sindacati spiegano che sono necessari affinché venga garantita la legittimità del percorso a tutela dell’occupazione dei dipendenti, del tfr e di tutte le competenze di fine rapporto). “Nella informativa inviata alle organizzazioni sindacali, – chiosano i sindacati – l’Atm in liquidazione non ha inoltre fornito un piano delle eccedenze né ‘eventuali misure programmate per fronteggiare la conseguenza sul piano sociale dell’attuazione del programma di riduzione del personale’ come dal comma 3 dell’art4 della legge 223/91, e questo preoccupa su tutto il percorso normativo che si deve prevedere per la ricollocazione dei dipendenti dopo il licenziamento collettivo”. Inoltre Filt, Uilt e Cub rilevano che ad oggi l’avvio dei 30 giorni previsti dalla legge 223/91 per raggiungere un accordo in sede del centro per l’impiego di Messina, oltre a richiedere certezze in merito alla legittimità del percorso, non possa espletarsi procedendo al licenziamento collettivo senza avere le necessarie condizioni e idonei strumenti giuridici per la ricollocazione contestuale dei 461 dipendenti nella nuova azienda.

“In merito, inoltre, l’Atm Spa dovrebbe garantire la piena operatività nel momento contestuale del licenziamento e riassunzione dei lavoratori. – proseguono i sindacalisti – Tuttavia su specifica richiesta di questi sindacati, con lettera protocollo 0002095 datata 6 febbraio 2020 il Dirigente del servizio provinciale Motorizzazione Civile di Messina riferisce che Atm Spa ha fatto richiesta di rilascio dell’autorizzazione all’esercizio della professione di trasportatore di persone su strada–iscrizione al REN e che la ‘pratica a tutt’oggi è in corso di definizione, dovendo la medesima produrre ad integrazione apposita documentazione’. La regolare iscrizione al REN è requisito indispensabile richiesto dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti perché un’azienda possa espletare il servizio di trasporto e dirsi pertanto operativa. Reputiamo pertanto che il Centro dell’Impiego, quale sede protetta indicata all’art 4 della legge 223/91, debba procedere garantendo la tutela dei 461 lavoratori e dell’occupazione, e per questo debba verificare e garantire, preliminarmente all’avvio e alla definizione della procedura di licenziamento collettivo,  la sussistenza dei requisiti che possano garantire la legittimità degli atti e la ricollocazione dell’intera forza lavoro secondo le clausole di salvaguardia e le norme contrattualmente indicate”.

“Non si vuole bloccare alcun processo sebbene le posizioni in merito alla liquidazione di Atm di questi sindacati siano note da sempre – concludono Filt Cgil Uiltrasporti e Cub trasporti – e siamo fiduciosi che nel confronto che procederà al Centro dell’impiego, nessuno proporrà salti nel buio o inutili accelerazioni, ma si dovranno verificare con la dovuta attenzione tutte le norme e gli elementi per garantire la massima tutela in questo complicato percorso scelto e dettato dall’amministrazione comunale con la liquidazione di Atm”.

Condividi




Change privacy settings