Messina Family Card, Smedile: “Anche i disabili rischiano di non percepire nulla”

Appena qualche giorno fa abbiamo dedicato un lungo articolo alla Messina Family Card, la nuova misura approvata dalla giunta De Luca che, attraverso l’erogazione di appositi buoni spesa, mira ad aiutare le famiglie messinesi che sono in difficoltà economica per via dell’emergenza coronavirus. Il servizio, che potete consultare dettagliatamente cliccando qui, poneva in evidenza le principali criticità emerse con riferimento a questa misura, e in particolare era stato messo in risalto che il beneficio rischia di non essere percepito dalla stragrande maggioranza dei potenziali beneficiari per via degli stringenti requisiti da dover rispettare: in breve, bisogna certificare, tra le altre cose, di avere tra i propri depositi bancari e postali una cifra massima tra i 300 e i 700 euro, a seconda del numero di componenti del nucleo familiare.

È evidente che i soggetti tagliati fuori da questa misura, che speravano di ricevere un aiuto tempestivo dal Comune nell’attesa di un intervento più corposo da parte dello Stato, rischiano adesso di dover affrontare nell’immediato un dramma economico-sociale. Si tratta chiaramente di un insieme abbastanza eterogeneo di persone, che comprende altresì i soggetti con disabilità. Infatti, gli stringenti requisiti del beneficio non prevedono alcuna deroga a favore di questa categoria di persone, con la conseguenza che anche molti portatori di handicap rischiano di non beneficiare dei buoni spesa.

Al riguardo abbiamo deciso di parlare con chi quotidianamente si trova a dover convivere con la propria patologia e si batte ogni giorno per tutelare i diritti dei soggetti con disabilità. Stiamo parlando di Dino Smedile, responsabile della sezione siciliana dell’area disabilità di Cittadinanzattiva, organizzazione che dal 1978 promuove, tra le altre cose, l’attivismo dei cittadini per il sostegno alle persone in condizioni di debolezza: “Gli stringenti requisiti sui depositi per accedere alla Messina Family Card non prevedono alcuna specifica deroga a tutela dei soggetti più fragili, quali i portatori di handicap. – spiega Smedile – Ciò significa che il soggetto con disabilità, pur detenendo delle somme ridicole all’interno del proprio conto corrente, rischia di non poter beneficiare della misura: mettere dei tetti così stringenti sui depositi è a dir poco allucinante. Eppure le famiglie con un portatore di handicap in genere devono spendere mensilmente tra i 100 e i 150 euro per affrontare le spese farmaceutiche, considerato che non tutti i farmaci sono mutuabili. Mi sembra assurdo non tener conto delle esigenze di questa categoria di persone. Il testo della delibera che introduce la Messina Family Card è stato scritto in maniera troppo superficiale: altri comuni italiani, diversamente dal nostro, si sono già mobilitati per dare un aiuto concreto ai soggetti con disabilità”.

Non solo portatori di handicap. Dopodiché Smedile ha sottolineato che bisogna introdurre dei requisiti meno stringenti anche per altre categorie di persone apparentemente meno vulnerabili, quali i soggetti in stato di bisogno e le persone che hanno perso il lavoro o che sono finite in cassa integrazione: “Personalmente ritengo che anche questi soggetti siano da considerarsi fragili, in quanto sono incerti del loro futuro, con la conseguenza che possono iniziare a soffrire di ansia e depressione. Per questo motivo, i risparmi, specie quelli di piccola entità, non dovrebbero essere computati per il rilascio di una misura economica, soprattutto quando si tratta di una misura straordinaria erogata per affrontare una situazione emergenziale”.

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