“Carrello solidale”, anche i supermarket aiutano le famiglie in difficoltà

E mentre le istituzioni ad ogni livello si stanno attrezzando nell’aiutare le famiglie in difficoltà economica per via dell’emergenza coronavirus, anche il settore privato sta dando il proprio contributo per andare incontro alle esigenze di tali nuclei familiari. A Messina è il caso delle catene di supermercati “ILS”, “Qui conviene” e “Ingrosso alimentare”, che negli ultimi giorni hanno avviato l’iniziativa “Carrello solidale”, che consiste fondamentalmente nel dare la possibilità ai propri clienti di donare parte della spesa acquistata alle famiglie che sono economicamente bisognose in questo periodo: “L’idea è quella di dare la possibilità ai nostri clienti di riempire un carrello di solidarietà, la cui merce al suo interno sarà destinata alle famiglie in difficoltà”, ci spiega il coordinatore dell’iniziativa Giovanni Cundrò.

L’iniziativa, che durerà sino a quando non sarà passata l’emergenza sanitaria, sarà valida in tutte le catene di supermercati “ILS”, “Qui conviene” e “Ingrosso alimentare” che operano in Sicilia e quelle “ILS” e “Carrefour” attive in Calabria: “Abbiamo attivato questa iniziativa nei punti vendita delle catene coinvolte che operano tra le due sponde dello Stretto. – prosegue Cundrò – L’obiettivo infatti è quello di coinvolgere quante più persone possibile, al fine ultimo di aiutare i nuclei familiari in crisi: è chiaro che quante più persone ci aiuteranno, tanto più potremo aiutare. È anche per questo motivo che oggi ho chiesto ad alcuni fornitori se hanno della merce da donare alle famiglie bisognose”.

Le famiglie bisognose. E a proposito delle famiglie bisognose, il coordinatore dell’iniziativa ci ha spiegato che i nuclei a cui saranno destinati tali aiuti verranno individuati dalla Protezione Civile di Messina, che per il tramite degli operatori della Messina Social City si recherà presso tutti i punti vendita coinvolti per ritirare la merce data in donazione. Tale merce poi verrà ripartita tra i nuclei familiari che rientrano in un’apposita lista stilata dall’Amministrazione comunale o che comunque hanno inviato alla stessa delle segnalazioni: “Non avendo un nostro criterio di selezione, ci siamo rivolti all’Amministrazione comunale di Messina, e in particolare alla locale Protezione Civile, che sa a chi donare in quanto possiede un’apposita lista di famiglie bisognose, anche per via delle segnalazioni che riceve quotidianamente al riguardo. In particolare, ogni giorno i lavoratori della Messina Social City raccolgono la merce donata e poi la ripartiscono tra queste famiglie valutando il numero dei componenti di ciascun nucleo”.

Stando ai numeri riportati da Cundrò, in soli due giorni sono stati consegnati circa 650 chili di merce ripartiti tra oltre 150 nuclei familiari. Tra l’altro i beni alimentari in questione non vengono destinati solo alle famiglie in crisi, ma anche alle mense che aiutano chi è in difficoltà: “Tanta di questa merce, specie quella in eccesso, va alle mense. Al riguardo l’Amministrazione comunale sta facendo un ottimo lavoro”, aggiunge il coordinatore dell’iniziativa.

Quali beni possono essere donati. Nonostante l’iniziativa faccia riferimento a “generi alimentari essenziali”, Cundrò ci tiene a sottolineare che il donatore è libero di donare qualsiasi cosa, purché non si tratti di prodotti deperibili (quali carne, pesce, ecc.): “Per noi i beni di prima necessità sono quei beni che vengono generalmente consumati da una famiglia: ad esempio, non è detto che un nucleo familiare meno abbiente non possa bere un bicchiere di Coca Cola. Non bisogna soltanto sopravvivere, ma far vivere dignitosamente tutti, consentendo a chiunque di mangiare ciò che mangerebbe in condizioni di normalità. Anche per questo ci stiamo attrezzando per consentire la donazione di prodotti per la pulizia della casa”.

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