Erosione, frangiflutti per difendersi dal mare

La Regione siciliana ha stanziato tre milioni di euro per ripristinare otto barriere frangiflutti distrutte o fortemente danneggiate dalle violente mareggiate dei mesi di novembre e dicembre.

Le barriere erano state realizzate con blocchi di cemento o in massi naturali nei primi Anni ’80 per proteggere la costa dai fenomeni erosivi, ma per una larga fascia del litorale messinese è oramai irrinunciabile un’operazione di “rifioritura” che le rendesse nuovamente efficienti e in grado di assolvere alla loro funzione di schermo protettivo della spiaggia, ma anche di tutte le strutture pubbliche e private che si trovano a ridosso.

Tre milioni di euro l’importo stanziato, con il dipartimento diretto da Maurizio Croce che ha già pubblicato la gara per affidare i lavori. In particolare, le barriere da ripristinare ricadono tra la via Fazzino e la via Campanella nel Villaggio Ortoliuzzo; tra il torrente Tarantonio e il torrente Marmora; tra il torrente Cicerina e il torrente Rodia nell’omonimo villaggio; tra il torrente Puccino e il torrente Giudeo nel Villaggio San Saba; tra lo stesso corso d’acqua e Capo Rasocolmo.

Ma anche nei tre tratti compresi tra il depuratore fognario e il torrente Mulinello nel villaggio Acqualadrone, in cui è previsto anche il recupero di circa seicentocinquanta massi scalzati dai marosi che saranno riposizionati insieme ai nuovi blocchi.

Privi di un’adeguata protezione, alcuni di questi litorali si sono ritirati di oltre cinque metri. Ricostruite le barriere, che saranno simili a quelle del passato in modo da minimizzare l’impatto visivo-paesaggistico sarà necessario un nuovo intervento.

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