Cambio di passo, Articolo 1 a Navarra: “Grave il suo appoggio al sindaco”

La decisione del parlamentare nazionale in quota Pd Pietro Navarra di appoggiare il “Cambio di passo” del sindaco Cateno De Luca non è andata giù alla sinistra a sinistra dei democratici. In sintesi, lunedì scorso i consiglieri comunali del centro-sinistra vicini a Navarra hanno votato a favore della piattaforma politico-programmatica di De Luca, suscitando non pochi malumori tra gli esponenti di Articolo Uno. Infatti, i segretari provinciale e nazionale di Articolo Uno, rispettivamente Domenico Siracusano e Maria Flavia Timbro, hanno criticato duramente la scelta di Navarra, giudicandola grave. “L’ultimo puntello è arrivato dagli uomini dell’onorevole Pietro Navarra presenti in Consiglio Comunale che, con convinzione e determinazione, hanno detto sì a De Luca, scatenando la reazione della base del Partito Democratico. La scelta dell’unico parlamentare del PD e dell’intero centrosinistra appare gravissima e guidata da una logica politica preoccupante che crea disorientamento e malcontento nella base del PD e nelle altre forze del centrosinistra e della sinistra”, dichiarano in una nota Siracusano e Timbro.

“Proprio nei giorni in cui in Emilia-Romagna un coalizione a guida PD, – si continua a leggere nella nota – ma aperta alla sinistra e al civismo, ha dimostrato come la buona politica può fermare il populismo e le sue espressioni deteriori, il principale esponente del Partito Democratico invece di lavorare, aprendo alle forze politiche e civiche secondo la linea del Segretario Nazionale Nicola Zingaretti, alla costruzione di un’alternativa di governo della città si assume in prima persona la responsabilità politica di precludere la possibilità di poter costruire un fronte unitario, progressista e di sinistra. È stato un passaggio grave, che sta avendo delle conseguenze immediate tra le forze sociali e politiche che non si sentono rappresentate da De Luca, e che non potrà non avere ripercussioni anche in futuro se Navarra immagina una prospettiva politica di governo insieme all’attuale sindaco. A Messina serve un fronte progressista largo, inclusivo con proposte socio-economiche in grado di ridisegnare il futuro della città e non scelte che vanno nella direzione della personale autoconservazione politica”.

Un fatto considerato grave perché ciò significherebbe di fatto appoggiare una maggioranza formata perlopiù da esponenti di centro e centro-destra: “L’aula si è manifestata evidenziando con chiarezza lo scenario politico e di potere in città. – commentano Siracusano e Timbro – Se da una parte si è interrotta l’alleanza con Francantonio e Luigi Genovese, dall’altro si è strutturato un campo di forze. Giampiero D’Alia ha sin dall’inizio appoggiato De Luca come confermano la presenza nel sottogoverno di donne e uomini vicini all’ex ministro. Si conferma il sostegno di Forza Italia e dell’onorevole Calderone. Mentre nonostante la dialettica forte, ai limiti dell’insulto personale, con un voltafaccia che lo qualifica politicamente l’ex deputato Beppe Picciolo con il gruppo consiliare di Sicilia Futura non ha fatto mancare il supporto, segno evidente di una sostanziale ricomposizione”. Non sono mancate poi le critiche nei confronti dello stesso presidente del Consiglio Comunale, il dem Claudio Cardile, in quanto con la sua astensione avrebbe dichiarato sostanzialmente il suo appoggio al sindaco: “De Luca voleva una maggioranza politica è l’ha ottenuta. – proseguono i due – Sia nel centrodestra sia, purtroppo, anche nel centrosinistra il sindaco ha saputo dividere e portare all’incasso il sostegno di 16 Consiglieri, a cui andrebbe aggiunto, ad onor del vero, il presidente del Consiglio Comunale Cardile che pur annunciando il voto di astensione ha sostanzialmente dichiarato di sostenere la linea del sindaco”.

“Il sindaco De Luca ha avuto la conferma che l’utilizzo di alcuni metodi e alcuni toni gli consente di imporre le sue volontà alla maggioranza dei consiglieri comunali. L’inasprimento dei toni, le malcelate minacce, lo spauracchio dello scioglimento del Consiglio e le accuse indiscriminate hanno sortito gli effetti sperati. La logica del ‘chi è con me è con la città, chi è contro di me è contro la città’ ha raggiunto l’obiettivo lasciando sullo sfondo i contenuti, pressoché inesistenti, e la portata politica del voto d’aula, un sostanziale voto di fiducia al sindaco”.

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