Blu Jet in acque agitate: sciopero di 24 ore da lunedì

Si intensifica la mobilitazione dei lavoratori della societĂ  Blu Jet. Le segreterie regionali e territoriali di Filt-Cgil e Uiltrasporti rendono infatti noto che è stata indetta un’altra azione di sciopero dalle 21 di lunedì 20 gennaio alle 21 del giorno successivo, nell’ambito della quale i lavoratori effettueranno una manifestazione con presidio e volantinaggio dalle 9 di martedì 21 agli imbarcaderi Fs della stazione marittima di Messina. “Di fronte al grave silenzio di Rfi chiediamo l’immediato intervento del Governo“, affermano i sindacati.

I sindacati e i lavoratori della società che effettua il collegamento veloce nello Stretto di Messina rivendicano l’applicazione del contratto area attività ferroviaria: “Abbiamo denunciato una situazione che manifesta un chiaro e grave dumping contrattuale tra i dipendenti delle società facenti parte di Rfi Navigazione che effettuano lo stesso servizio di continuità territoriale nello Stretto di Messina con un diritto per questi lavoratori finora negato”, evidenziano i segretari di Filt e Uiltrasporti Sicilia Franco Spanò, Agostino Falanga e i segretari territoriali Carmelo Garufi, Michele Barresi, che aggiungono come la richiesta di superare questa situazione all’interno di un’azienda pubblica, fortemente rivendicata in diverse occasioni, sia stata ad oggi immotivatamente non accolta.

Ribadiamo il timore – si continua a leggere nella nota – che il silenzio assordante dei vertici di Rfi nasconda un disegno piĂą ampio con il tentativo di non applicare piĂą per tutti i lavoratori del Gruppo Fs che attualmente operano nell’area dello Stretto il contratto dell’attivitĂ  ferroviaria. Un rischio che denunciamo respingendo ogni piano di livellare verso il basso progressivamente le tutele di tutto il comparto di navigazione ferroviaria nello Stretto. Il Governo, con il ministero dei Trasporti e quello del Lavoro, deve dare una soluzione a questa importante vertenza che attiene al mantenimento della continuitĂ  territoriale nello Stretto e alla cancellazione di una grave forma di dumping contrattuale“.

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