Saldi invernali: oggi tocca alla Sicilia. I consigli

È il giorno dei saldi in Sicilia che muoveranno un fatturato di 400 milioni. La stima di spesa per singola famiglia oscilla tra i 200 e i 210 euro con una spesa pro capite di circa 105-110 euro nei settori abbigliamento, calzature e accessori. Le stime sono ricavate dal rapporto elaborato dall’ufficio studi di Confcommercio.

“Sono stime prudenziali – dice Patrizia Di Dio, presidente di Confcommercio Palermo – perché ci sono precisi segnali di buone aspettative. Grazie alle miti condizioni meteorologiche registrate fino a oggi, si tratterà in sostanza di acquisti di ‘stagione’ più che di saldi di fine stagione”.

“Quello dei saldi invernali è uno dei momenti più importanti dell’anno per il commercio locale – spiega Di Dio che è anche vicepresidente nazionale di Federmoda -. Oltre che sull’aspetto economico, si punta come sempre su valori importanti come etica e sostenibilità. Il negozio ‘di prossimità’, quello in cui più di ogni altro luogo – anche virtuale – si sviluppa quotidianamente un rapporto di fiducia tra acquirente e negoziante, rappresenta ancora un caposaldo del commercio sostenibile perché sarà sempre interesse dei commercianti rinsaldare il rapporto di stima e fiducia con i propri clienti.

L’acquisto nei negozi di vicinato farà diminuire sensibilmente anche i materiali di imballaggio utilizzati per le spedizioni. E’ dietro al bancone di un negozio – e non dietro allo schermo di un computer – che ci sarà sempre una persona a cui affidarsi”.

“Il 2020 sarà un anno all’insegna della sostenibilità anche per la moda”, commenta Renato Borghi, presidente di Federazione Moda Italia-Confcommercio, sottolineando come i saldi siano l’occasione per rilanciare gli acquisti “nei negozi di prossimità”, con il vantaggio di fare shopping. Per questo, prosegue Borghi “abbiamo chiesto e apprezzato l’introduzione della web digital tax per i colossi del web che vendono in Italia e ne auspichiamo una regolamentazione comune da parte della Ue”.

I CONSIGLI DI CONFCOMMERCIO. Per evitare brutte sorprese, Confcommercio ricorda alcuni principi di base:
1. Cambi: la possibilità di cambiare il capo dopo che lo si è acquistato è generalmente lasciata alla discrezionalità del negoziante, a meno che il prodotto non sia danneggiato o non conforme. In questo caso scatta l’obbligo per il negoziante della riparazione o della sostituzione del capo e, se ciò risulti impossibile, la riduzione o la restituzione del prezzo pagato. Il compratore è però tenuto a denunciare il vizio del capo entro due mesi dalla data della scoperta del difetto.
2. Prova dei capi: non c’è obbligo. E’ rimesso alla discrezionalità del negoziante.
3. Pagamenti: le carte di credito devono essere accettate da parte del negoziante.
4. Prodotti in vendita: i capi che vengono proposti in saldo devono avere carattere stagionale o di moda ed essere suscettibili di notevole deprezzamento se non venduti entro un certo periodo di tempo. Tuttavia nulla vieta di porre in vendita anche capi appartenenti non alla stagione in corso.
5. Indicazione del prezzo: obbligo del negoziante di indicare il prezzo normale di vendita, lo sconto e il prezzo finale.

INDAGINE CONFESERCENTI. Oltre 4 italiani su dieci (il 41%) hanno già programmato di approfittare dei saldi per acquistare uno o più prodotti, per un budget medio previsto di 168 euro a persona. È quanto emerge dall’indagine previsionale sui saldi condotta da Swg per Confesercenti su un campione di 1.200 consumatori.

Secondo l’associazione, l’interesse da parte delle famiglie rimane elevato: i saldi invernali si confermano infatti “l’evento commerciale più atteso dell’anno, con una percentuale di consumatori decisi ad acquistare superiore di 8 punti a quella dell’ultimo Black Friday”.

I saldi sono attesi soprattutto nelle regioni del Sud, dove il 46% degli intervistati annuncia di avere intenzione di avvalersi degli sconti di fine stagione per rinnovare il guardaroba. La percentuale si riduce al 41% nelle regioni del Centro e al 38% in quelle del Nord. Complessivamente, si registra una lieve riduzione dell’appeal rispetto ai saldi invernali del 2019, che hanno visto la partecipazione del 48% degli italiani.

Aumenta invece dal 37 al 41% la quota di consumatori che deciderà se acquistare sul momento, in base alle offerte. Sul risultato pesa, in primo luogo, un meteo invernale più mite del solito in molte aree di Italia. Ma anche la concorrenza all’evento saldi da parte della bulimia di promozioni prenatalizie e natalizie cui sono stati sottoposti i consumatori, a partire proprio da un Black Friday particolarmente ‘ravvicinato’, a meno di un mese dal Natale.

La media di 168 euro nasconde una spesa media fortemente polarizzata: il 43% acquisterà per meno di 100 euro, mentre il 47% spenderà tra il 100 ed i 300. Solo il 6% ha previsto una spesa tra i 300 e i 500 euro, mentre il 4% più di 500 euro.

Nonostante la crescente concorrenza del web, i saldi rimangono un evento legato soprattutto ai negozi fisici, scelti dai consumatori 8 volte su 10: il 33% degli acquisti dei saldi avverrà infatti in una grande catena o presso negozi brandizzati, seguiti da vicino dai negozi indipendenti, cui si rivolgeranno il 28% dei clienti. Il 22% sceglierà infine un outlet, mentre solo il 17%, invece, cercherà l’affare scontato sul web.

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