Messina Social City, Fp Cgil: “Necessarie ulteriori garanzie a tutela dei lavoratori”

“Prendiamo atto di quanto contenuto nel verbale 39 del 18 novembre, ma restiamo convinti che le lacune gestionali della Messina Social City esistono già da parecchio tempo, così come una totale mancanza di confronto con le organizzazioni sindacali”. Così la Fp Cgil, intervenendo in merito alla vicenda che vede protagonista il direttore generale della Messina Social City in rotta di collisione con il Cda dell’Azienda. In particolare, il Cda contesta al direttore generale ritardi e mancanze nel raggiungimento degli obiettivi, esponendo così la partecipata a possibili danni.

“Incomprensioni manageriali che non possono e non devono creare ulteriori problemi alle già numerose difficoltà organizzative che interessano l’Azienda e che ormai da tempo vengono messe in risalto da questa organizzazione sindacale. – prosegue la Fp Cgil – Non possiamo non sottacere che dall’ormai lontano mese di luglio chiediamo attenzione alla Messina Social City per una serie di problematiche da discutere ed affrontare, ma purtroppo non abbiamo mai avuto risposta. Segno quest’ultimo di totale mancanza di rispetto delle relazioni sindacali.

“Essendo la Messina Social City un’azienda speciale, è fondamentale che i vertici della stessa abbiano ben presente di non poter ignorare quei meccanismi di confronto che sono anche segno di trasparenza rispetto a scelte che, diversamente, non possono non essere considerate come mere preferenze per uno piuttosto che per un altro. Ci stupisce che solo a seguito del predetto verbale sia giunta la convocazione con le organizzazioni sindacali, fissata per giovedì 21, a firma del direttore generale. A conferma del fatto che siano tante, e tutte ugualmente rilevanti, le problematiche da affrontare, nella comunicazione non è stato indicato un ordine del giorno, ma semplicemente la necessità di avviare un ‘tavolo di confronto ai fini di una piena e fattiva collaborazione con le organizzazioni sindacali’. Per la serie, meglio tardi che mai ma il rischio che a pagare siano solo gli utenti ed i lavoratori è troppo alto”.

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