Sciolti i nodi critici del regionalismo differenziato, soddisfatto Navarra

L’esponente messinese del Pd alla Camera dei Deputati Pietro Navarra è intervenuto sul regionalismo differenziato, spiegando in estrema sintesi di non ritenersi ideologicamente contrario al regionalismo differenziato, quanto piuttosto di essere avverso a tale tema nella misura in cui ciò possa incrementare il divario economico tra Nord e Sud del paese, così come sarebbe accaduto a detta sua se fosse stata approvata la relativa riforma voluta dalla Lega nel primo Governo Conte. Timori che, così come evidenziato dallo stesso Navarra, sono stati confermati nella relazione semestrale sul regionalismo differenziato approvata la scorsa settimana dalla relativa Commissione bicamerale. Per questo motivo, il messinese in quota dem si ritiene soddisfatto degli attuali sviluppi del percorso parlamentare sul regionalismo differenziato, in quanto sarebbero stati sciolti finalmente i nodi più problematici della riforma originariamente voluta dalla Lega. Riportiamo qui di seguito alcuni punti salienti della nota a firma di Navarra:

La battaglia per un regionalismo differenziato equilibrato e che non sia strumento di una strategia tesa creare clamorose diseguaglianze all’interno del Paese (a scapito soprattutto dei nostri territori), è stata e continua ad essere una delle linee guida del mio lavoro parlamentare. Per questo, adesso, accolgo con piena soddisfazione gli ultimi sviluppi maturati su questo fronte.

Come si ricorderà, infatti, nella primavera dello scorso anno i rappresentanti dei territori del Mezzogiorno eletti nelle fila del Partito Democratico alla Camera dei Deputati avevano sottoscritto un documento in cui si indicava il percorso da intraprendere in tema di regionalismo differenziato e si manifestava la preoccupazione per un’idea di autonomia regionale che avrebbe, con tutta probabilità, spaccato in due il Paese. In quello stesso periodo, la Commissione bicamerale per l’attuazione del federalismo fiscale aveva avviato un’indagine approfondita dello stato di attuazione del federalismo in Italia e delle richieste di autonomia differenziata promosse dalle diverse Regioni al Governo nazionale. La discussione in Commissione, durata diversi mesi, si è svolta anche attraverso l’audizione di molti esperti ed esponenti delle istituzioni nazionali e regionali che hanno contribuito a fare luce sui diversi aspetti controversi e oggetto di dibattito parlamentare. I lavori della Commissione sono riassunti nella Relazione semestrale approvata la scorsa settimana con il voto unanime dei suoi componenti.

Un esame attento dei contenuti della relazione rivela che le perplessità evidenziate nel documento sottoscritto dai parlamentari del PD sono state largamente confermate nel testo. È stato ribadito che l’obiettivo di aumentare il livello di efficienza della pubblica amministrazione e la responsabilità dei rappresentanti nelle assemblee elettive nei confronti dei cittadini non possa essere disgiunto dall’interesse di garantire in modo omogeneo l’offerta dei beni e dei servizi pubblici su tutto il territorio nazionale. In questo senso, la promozione del regionalismo differenziato deve essere perseguita nell’interesse dell’unità del Paese. Pertanto, le procedure per l’attribuzione di una maggiore autonomia di entrata e di spesa alle regioni che ne fanno richiesta devono essere implementate nel rispetto dei principi di solidarietà e coesione sociale attraverso l’istituzione di un fondo perequativo per i territori con minore capacità fiscale per abitante e la preliminare definizione dei livelli essenziali delle prestazioni (Lep). A tal proposito, è stato, infatti, chiarito che la definizione dei fabbisogni standard è chiaramente incompleta dal punto di vista tecnico in assenza di una definizione dei Lep, poiché i primi sono in larga parte la traduzione dei secondi. Quindi, in assenza della definizione dei Lep tutto l’impianto del federalismo fiscale verrebbe privato di un elemento essenziale.

La Commissione bicamerale per l’attuazione del federalismo fiscale, quindi, ribadendo l’importanza di dare risposta, con doverosa sollecitudine, alle esigenze di autonomia espresse da diversi territori, nella sua relazione semestrale ha ampiamente accolto le osservazioni contenute nel documento sottoscritto dai deputati del PD: procedere speditamente con l’attuazione del regionalismo differenziato, mantenendo ferme le garanzie costituzionali di solidarietà e coesione sociale in un percorso che deve essere svolto nell’interesse dell’intero Paese“.

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