Tangenti Anas, mazzette anche per le strade del Giro d’Italia

Più che buche d’oro si può tranquillamente parlare di fonte d’oro. L’inchiesta, la seconda in pochi mesi, che ha portato in carcere funzionari dell’Anas di mezza Sicilia, ha scoperto un sistema ben rodato di tangenti ed apparati corruttivi da far tremare le vene ai polsi. E sotto la lente d’ingrandimento del corposo fascicolo Anas ci sarebbe anche il Giro d’Italia.

Un ingegnere in servizio all’Anas, naturalmente coinvolto nell’indagine, avrebbe riferito di una presunta mazzetta da 60mila euro per il rifacimento dell’asfalto in vista della competizione ciclistica. La somma sarebbe servita per lavori di carottaggio del manto stradale delle strade provinciali 24 e 57 a nord di Ragalna, paesino alle pendici dell’Etna.

I nuovi dettagli sarebbero emersi durante uno degli interrogatori, dove i magistrati inquirenti avrebbero scoperto un sistema a fronte di un accordo sistematicamente ricorrente degli imprenditori con alcuni capi centro di Anas e direttori dei lavori.

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