ArticoloUno: “De Luca la smetta con le gogne sui social”

Le parole del Garante per l’infanzia e l’adolescenza del comune di Messina, il dottor Angelo Fabio Costantino, opportunamente interpellato nei giorni scorsi da alcune associazioni locali, interrompono finalmente il crescente clima di gogna mediatica che il sindaco Cateno De Luca da mesi alimenta quotidianamente“. Esordiscono così in una nota il Segretario provinciale di Messina e il Responsabile nazionale Legalità e lotta alle mafie di ArticoloUno, rispettivamente Domenico Siracusano e Maria Flavia Timbro, commentando il recente intervento del Garante per l’infanzia e l’adolescenza del comune di Messina, nel quale sollecitava De Luca a smettere di sottoporre i presunti trasgressori alla gogna mediatica sulla sua pagina Facebook, specie se trattasi di minori.

Dietro l’agitata bandiera della legalità, del rispetto delle regole e della tutela dell’ordine pubblico, – proseguono Siracusano e Timbro – il sindaco cela a favore di camera una visione palesemente giustizialista del suo ruolo, quella dell’unum castigabis, centum emendabis (punirne uno per educarne cento). È così che nomi, volti e vite vengono violate in nome di un po’ di consenso elettorale in più; è così che il sindaco-censore si sostituisce alle autorità competenti e, in barba ad ogni garanzia, ad ogni diritto e al principio di separazione dei poteri, si permette di emettere sentenze ed infliggere punizioni a mezzo social. Prenda provvedimenti contro i fannulloni se ve ne sono, contro coloro che non rispettano la legge, contro chi attenta al decoro o all’ordine pubblico, ma lo si faccia in silenzio, senza calpestare mai la dignità, la libertà personale e la privacy delle persone, a maggior ragione se quelle persone sono minori.

Sono tante e tali le emergenze di questa città, le disuguaglianze sociali che la lacerano, le sue periferie dimenticate, i minori a rischio devianza che stupisce che il sindaco abbia tutto questo tempo per ‘educare’ i cittadini a mezzo social. Se davvero il sindaco lo sa fare, faccia il suo lavoro con rigore, ma solo con gli strumenti che lo Stato democratico gli mette a disposizione, sapendo che tra di essi non vi sono né selfie né video in diretta su Facebook“.

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