Il bomber Cannuni ritrova l’Aquila Bafìa dopo 14 anni

Certi amori non finiscono… fanno dei giri immensi e poi ritornano…“. Il testo di Antonello Venditti, nel motivo musicale “Amici mai“, sembra adattarsi alla perfezione al rapporto tra l’Aquila Bafìa e Paolo Cannuni, che hanno deciso di rimettersi insieme, calcisticamente parlando, a distanza di quattordici anni dal loro precedente trascorso.

Correva infatti l’estate del 2005, annata di chiusura di un biennio felice nel quale il bomber di Barcellona Pozzo di Gotto, con una settantina di reti all’attivo, era stato determinante prima nella conquista del torneo di Promozione e poi, da nepromossi, nel raggiungimento dei play-off. “Anni indimenticabili – sottolinea Cannuni – e proprio per questo, come giĂ  avvenuto a Torrenova, ho deciso di ritrovare un ambiente sano in mezzo a persone assieme alle quali mi ero trovato bene: su tutti il presidente Melo Rao, ma anche il mister Giuseppe La Rocca, i quali mi hanno entrambi voluto”.

Due i fattori principali che lo hanno convinto ad accettare l’offerta dell’Aquila Bafìa: “PoichĂ© come ho giĂ  detto mi appresto alla mia ultima stagione da calciatore – ribadisce il bomber quasi 40enne – voglio chiudere la carriera in modo da lasciare un eccellente ricordo. Non c’era, quindi, proposta migliore di quella del presidente Rao, che coltiva progetti ambiziosi in vista del 50° anniversario della fondazione del club”.

Insomma, l’Aquila punterĂ  apertamente a primeggiare in Prima Categoria per ritrovare la Promozione. Diversamente Cannuni non sarebbe sceso di serie, sebbene animato dalla ferma intenzione di riscattare l’ultima stagione torrenovese che, sul piano realizzativo, l’ha visto andare a segno appena 3 volte (il suo score resta comunque di 392 marcature siglate in carriera), pur all’insegna di un sacrificio per il collettivo a 360°: “Purtroppo – è la sua constatazione – spesso si guarda solo all’ultimo anno di un atleta, senza ricordarsi dei tanti campionati da lui vinti. Nel’ultima stagione ho fatto tanti assist a beneficio dei compagni e, sui calci d’angolo a favore degli avversari, anche al 95′ ero il primo a ripiegare in difesa. Tornassi indietro rifarei tutto per il bene della squadra, conscio anche dell’apprezzamento ottenuto“.

L’Aquila ha fissato l’avvio degli allenamenti per il  prossimo 2 settembre ma Paolo, con il benestare di mister La Rocca, giĂ  da lunedì prossimo Paolo si metterĂ  a sgobbare assieme all’inseparabile preparatore e amico di sempre Sarino Salmeri. “Voglio farmi trovare giĂ  in piena forma – spiega – anche al fine di dare l’esempio a quelli che saranno i miei piĂą giovani compagni di squadra”.

Il bomber non ha ancora pensato a cosa fare, una svolta appese le scarpette al chiodo nell’estate del 2020: “In quell’unica ora di pausa che il lavoro mi concede, ho soltanto il desiderio di rimanere a contatto con i bambini che fanno calcio“.

Non è escluso che, tra qualche anno, Cannuni possa trovare il proprio erede tra le mura domestiche: è il piccolo Cristiano, il suo unico figlio che per ora fa scuola calcio: “Io posso solo dargli qualche consiglio, ma sarĂ  lui a decidere autonomamente se diventare o meno calciatore. Non sarò assillante nè pressante, ma per il momento mi interessa solo che si diverta e socializzi assieme agli altri coetanei”.

Si chiude con i ringraziamenti di rito per la stagione 2018/19 appena andata in archivio.  Intanto il decano degli attaccanti messinesi ribadisce quelli a “compagni, societĂ  e tecnico della Torrenovese. Poi al direttore Piero Danzè che mi dispiace non possa seguirmi all’Aquila, ma che comunque rimarrĂ  il mio primo 1° tifoso. Infine, rivolgo un sentito in bocca al lupo a Daniele Broccio, in vista della sua prima esperienza da allenatore alla guida della Messana“.

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