L’allarme del Sinalp sul lavoro nero: “Il 60% è radicato nel Sud”

“Anche quest’anno abbiamo istituito il “Telefono Nero 091333195”, che quest’anno sarà attivo dal 29 agosto, per dare assistenza ed informazioni sui diritti ai lavoratori sfruttati ed offesi nella dignità di donne e uomini”. Così il segretario regionale del Sinalp Sicilia Andrea Monteleone, nell’ambito di un suo intervento sulla piaga del lavoro in nero che, stando ad alcuni dati riportati dal sindacato, coinvolgerebbe “3,3 milioni di lavoratori invisibili che movimentano un mercato di 77,3 miliardi di fatturato, togliendo al fisco più di 42 miliardi di euro”, così come dichiarato dallo stesso Monteleone.

“Il Sud Italia e la Sicilia – prosegue il sindacalista – diventano campi di battaglia per imprenditori senza scrupoli che approfittano del potere contrattuale in loro possesso in territori in crisi perenne e senza alcuna opportunità di lavoro per imporre ai lavoratori la loro volontà e la loro visione del sistema lavoro. Questa piaga sociale per il 60% è radicata nel Sud, e nel periodo estivo tale livello aumenta di un altro 5%.

“Il lavoro nero, che nell’immaginario comune è presente solo nel settore privato, purtroppo vive e si stratifica anche nel pubblico impiego con i tanti precari, contrattisti ed Asu creati dalla politica regionale per fini puramente elettoralistici, che da anni reggono le amministrazioni pubbliche a tutti i livelli senza aver riconosciuti i diritti fondamentali insiti nei normali rapporti di lavoro. Raggiungendo il massimo della vergogna con i lavoratori Asu, ai quali non viene riconosciuto nemmeno un euro di contributo previdenziale per tutti gli anni di lavoro svolti”.

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