Messina Social City, scatti a macchia di leopardo per i dipendenti: insorge la Fp Cgil

È caos sugli scatti di anzianità della Messina Social City, la partecipata che si occupa di servizi sociali. Infatti, la Fp Cgil ha reso noto che l’azienda starebbe dando luogo a degli scatti a macchia di leopardo. In particolare, il sindacato evidenzia che la partecipata sta riconoscendo ai dipendenti gli scatti di anzianità in modo frastagliato, tenendo conto di quanto sommariamente indicato nell’ultima busta paga della cooperativa datore di lavoro e non degli anni di servizio, perlopiù uguali tra i vari lavoratori.

“Nel corso di uno degli ultimi incontri avuti a Casa Serena con il CdA di Messina Social City – affermano il segretario della Fp Cgil Francesco Fucile, la segretaria Elena De Pasquale e la Rsa Caterina De Maria – di comune accordo con Cisl FP e Uil Fpl, avevano chiesto formalmente ai vertici della Messina Social City che il riconoscimento degli scatti ai lavoratori transitatati avvenisse per tutti contemporaneamente senza distinzioni, soprattutto in considerazione del fatto che si tratta di operatori con la medesima anzianità di servizio. Ciò avrebbe evitato quella disparità di trattamento che, invece, puntualmente, si è verificata.

Ribadiamo come tale posizione non deriva sicuramente dal fatto di voler danneggiare gli operatori che già con le cooperative si erano visti riconoscere tutti e 5 gli scatti, bensì sulla base di uno spirito di solidarietà e condivisione, che avrebbe determinato per tutti un trattamento omogeneo. Per far ciò sarebbe sufficiente che il CdA effettuasse un riscontro presso il Dipartimento politiche sociali (o attraverso una verifica degli estratti contributivi individuali) al fine di ricostruire il pregresso e, al tempo stesso, sarebbe stato possibile capire il perché, in questi anni, sebbene i bandi di gara fossero costruiti, sotto il profilo finanziario, anche conteggiando il pagamento degli scatti, questi ultimi fossero stati riconosciuti solo in parte ai lavoratori. Successivamente, con un accordo in sede protetta, i dipendenti sarebbero partiti tutti dallo stesso punto con 5 scatti.

Il fatto che tutto ciò non si sia verificato, è il frutto di un grave errore commesso dalla Messina Social City, soprattutto perché, diversamente da quanto sempre affermato in questi mesi da parte dei vertici della società, molti lavoratori, così facendo, si ritrovano nella stessa condizione di quando i datori di lavoro erano proprio quelle cooperative sociali da cui l’attuale Amministrazione ha spesso detto di voler prendere le distanze. Ebbene, niente di tutto ciò si sta verificando”.

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