Sciopero lavoratori Unicredit, De Domenico (Pd): “Saremo al loro fianco”

“È inaccettabile che un’azienda di rilievo internazionale, storicamente radicata nel territorio siciliano e legata contrattualmente alla stragrande maggioranza degli enti pubblici della Regione persegua di fatto un disimpegno proprio in Sicilia, senza dare risposte concrete e operative ai disagi dei lavoratori”. Così l’esponente del Pd all’Ars Franco De Domenico sulla chiusura di Unicredit alle istanze dei propri lavoratori, annunciando dunque che si schiererà, assieme al resto del partito, al fianco dei dipendenti dell’azienda lunedì prossimo, 29 luglio, giorno in cui sciopereranno per l’intera giornata: “Il Partito Democratico di Messina – prosegue De Domenico – è al fianco dei lavoratori di Unicredit, che lunedì sciopereranno per l’intera giornata dopo che l’azienda, con una netta chiusura alle istanze dei lavoratori, ha vanificato il tentativo di conciliazione dello scorso 15 luglio a Milano con i segretari provinciali di Fabi, Cgil, Fiba e Sinfub“. Già lo scorso 5 luglio l’assemblea dei lavoratori messinesi, con voto unanime, aveva proclamato una giornata di sciopero per denunciare la grave carenza negli organici con le agenzie ormai al collasso, la sicurezza sul posto di lavoro, la mancata fruizione di ferie e la carente formazione del personale.

“A tal fine, – spiega l’esponende del Pd all’Ars – ho presentato ieri un’interrogazione urgente all’assessore regionale della Famiglia, delle politiche e del lavoro Antonio Scavone, per sapere con quali modalità l’assessorato intende intervenire sulla vertenza, con l’obiettivo di garantire condizioni di lavoro accettabili ed incrementare l’occupazione stabile in Sicilia, contrastando, con determinazione, la deriva occupazionale che anche nel settore bancario privilegia forme di precariato”.

“In buona sostanza – conclude De Domenico – negli ultimi mesi si è assistito al moltiplicarsi di vertenze occupazionali, rispetto alle quali il governo regionale ha esercitato un ruolo sostanzialmente marginale, mentre lo stato di vera e propria emergenza occupazionale che attanaglia la nostra regione avrebbe richiesto un ruolo più incisivo e determinato”.

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