Messina, donati gli organi di un turista canadese: il nobile gesto della famiglia

“Sento il dovere di restituire qualcosa ad altri, visto che mia moglie è una trapiantata”. È quanto dichiarato da un turista canadese che nei giorni scorsi ha dovuto affrontare l’improvvisa morte del fratello, che all’età di 60 anni è deceduto al Policlinico di Messina dopo essere stato colpito da un malore mentre era in vacanza a Taormina con la sua famiglia: infatti, a seguito del decesso, la moglie del 60enne ha espresso il proprio consenso alla donazione degli organi. Un gesto che assume ulteriore valenza nell’anno che segna il 25° anniversario della morte di Nicholas Green, il bimbo americano diventato un vero e proprio simbolo della cultura della donazione.

“Oltre al fratello – dice il dottor Francesco Puliatti, il Coordinatore della Donazione e Trapianto d’ Organi e Tessuti del Policlinico – tutti i familiari hanno manifestato la volontà di procedere al prelievo di organi, ricordando la generosità del congiunto e, appunto, come lui stesso fosse stato in qualche modo segnato dalla generosità di altri pazienti, che avevano donato una nuova speranza alla moglie. Si sono così attivate le procedure per il prelievo del fegato e dei due reni, a cura dell’equipe dell’Ismett di Palermo che ha operato con il fondamentale supporto dei dottor Olivia Penna (referente del Coordinamento della Aou) e del dottor Alberto Noto della Rianimazione del Policlinico. Le cornee, invece, sono state prelevate dalla dottoressa Felicia Ferreri della Uoc di Oftalmologia del Policlinico e inviate alla Banca degli occhi.

Sono stati, come sempre, momenti particolarmente toccanti, in cui si sono incrociati il dolore per la morte di una persona e la gioia per un gesto, quello della donazione, che ha una valenza fondamentale, ma per la cui riuscita non si può prescindere dall’efficienza di una macchina organizzativa complessa. In tal senso, da parte mia, devo rivolgere un ringraziamento al management aziendale, in particolare al Direttore Generale dell’Aou, Giuseppe Laganga, e al Direttore sanitario, Antonino Levita, perché stanno supportando pienamente le azioni del Coordinamento di cui sono responsabile, facendo sì che il Policlinico di Messina si confermi un punto di riferimento di sempre maggiore importanza in questo settore”.

Un riscontro importante all’impegno dei medici dell’Aou “G. Martino” è arrivato dagli stessi familiari del turista deceduto, i quali hanno voluto ringraziare tutto il personale per la sensibilità e la professionalità dimostrata nel prendersi cura del loro congiunto e nel gestire le delicate fasi della comunicazione della morte e della possibilità di donazione.

Un gesto che, come detto, arriva in coincidenza con l’anniversario della tragica scomparsa di Nicholas Green e di quella decisione dei genitori che fece commuovere un Paese intero. “Quella è stata – conclude il dottor Puliatti – una grande lezione per tutti, un esempio che dobbiamo continuare a ricordare ed a tramandare, soprattutto a vantaggio delle generazioni più giovani, perché la cultura della donazione possa essere continuamente alimentata, una lezione che oggi la famiglia di questo sfortunato turista canadese ci ha rammentato”.

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