Maxi sequestro di beni a capomafia barcellonese

I carabinieri hanno eseguito un sequestro di beni per un valore complessivo di 500 mila euro a carico di Antonino Calderone, ritenuto esponente della famiglia mafiosa barcellonese e attualmente detenuto. Il provvedimento, disposto dalla Sezione Misure di Prevenzione del Tribunale di Messina riguarda due immobili ad uso commerciale; sei immobili costituenti un’unica struttura utilizzata per allevamento, un’impresa di allevamento animali e commercializzazione carni e quattro rapporti di credito.

Antonino Calderone è considerato figura di spicco della consorteria criminale barcellonese e tra i soggetti più vicini a Carmelo D’Amico. La sua appartenenza alla famiglia è stata sancita dall’esito del processo per l’operazione Pozzo con sentenza divenuta irrevocabile nel 2015, cui ha fatto seguito la sentenza per l’operazione “Gotha 5”, anch’essa definitiva.

Nel 2016, infine, è stato raggiunto dall’ordinanza di “Gotha 6”, operazione nella quale è gravemente indiziato, sulla base delle convergenti dichiarazioni dei collaboratori di giustizia, della partecipazione ad undici omicidi. Il relativo processo è pendente, in primo grado, dinanzi alla Corte d’Assise di Messina. Tra i beni sequestrati, anche un casolare che, nel corso dell’indagine “Pozzo” era stata oggetto di intercettazione poiché frequentato, oltre che dallo stesso Calderone, da altri appartenenti al medesimo sodalizio.

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