Emergenza caldo, Gioveni: “A quando l’adozione di un apposito piano?”

E nel mentre diverse amministrazioni comunali in tutta Italia si sono giĂ  mobilitate a varare dei piani per fronteggiare l’attuale emergenza caldo, a Messina si preferisce adottare una strategia piĂą “attendentista”, probabilmente perchĂ© l’attuale ondata di caldo non è ancora percepita come un’emergenza dall’attuale amministrazione. A onor del vero, preme sottolineare che nel resto della penisola, e piĂą in generale d’Europa, si sono registrate temperature ben piĂą elevate, in alcuni casi sfiorando i quaranta gradi Celsius, ma una cosa è certa: pur attestandosi “appena” sopra i trenta gradi centigradi la temperatura a Messina, in cittĂ  la temperatura è ben al di sopra della media stagionale, e forse parlare di emergenza non sarebbe poi così esagerato. In ogni caso, sulla vicenda è intervenuto il consigliere comunale Libero Gioveni, il quale ha per l’appunto sollecitato l’amministrazione comunale a predisporre al piĂą presto un apposito piano per l’emergenza caldo.

“Ma qual è la soglia massima di temperatura per questa amministrazione tale da far scattare il piano per la gestione dell’emergenza caldo per la popolazione più suscettibile?”, si chiede a tal proposito Gioveni, che poi aggiunge: “Appare quanto meno curioso il fatto che sembra non esservi traccia di misure per fronteggiare le allerte caldo con azioni di informazione preventiva e successivo pronto intervento nei confronti soprattutto di anziani, bambini piccoli e disabili che necessiterebbero di aiuti adeguati alle esigenze del momento”.

“Negli anni scorsi e prima di ogni inizio estate – prosegue stupito il consigliere – tutte le amministrazioni hanno varato i piani estivi per l’emergenza caldo, e non soltanto con le procedure di emissione di bollettini meteo da parte del sindaco, ma anche con consigli validi per tutti i cittadini piĂą a rischio, distribuendo brochure con l’elenco dei recapiti dei punti di intervento sanitario oltre ai numeri telefonici per le segnalazioni di emergenza, con una distribuzione capillare negli ospedali, negli ambulatori dei Medici di famiglia e dei pediatri, nelle farmacie, nei poliambulatori e gli uffici pubblici.

“Pertanto – conclude Gioveni – la richiesta a sindaco e assessore ai servizi sociali non può che essere quella di attivarsi urgentemente varando il piano di informazione e sensibilizzazione rivolto alla popolazione più esposta al rischio sui comportamenti da assumere nei casi di forti ondate di calore”.

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