Primo anno De Luca, Tripodi accetta la sfida: “Siamo pronti a confrontarci”

Noi non ci nasconderemo mai, né siamo mai scappati da qualsivoglia discussione o trattativa, anche con i peggiori personaggi“. Il segretario generale della Uil Messina, Ivan Tripodi, raccoglie il guanto di sfida lanciato ieri dal sindaco Cateno De Luca, e si dichiara pronto a confrontarsi con il primo cittadino sul tema del primo anno di amministrazione De Luca. Infatti, dopo che nei giorni scorsi Tripodi criticò aspramente il primo anno dell’operato di De Luca, giudicandolo un totale fallimento, caratterizzato perlopiù da chiacchiere e pochi fatti, il sindaco ha risposto con una stringata nota nella quale invitava il segretario generale della Uil Messina a confrontarsi pubblicamente con lui sulla relazione dettagliata del suo primo anno di attività, che sarà pubblicata nelle prossime settimane.

“Consci della forza proveniente da argomenti e fatti incontrovertibili, – spiega Tripodi – accettiamo la sfida e siamo pronti a confrontarci con il sindaco Cateno De Luca: lasciamo al primo cittadino la scelta della data, del luogo e dell’orario. Durante il confronto ribadiremo la nostra oggettiva valutazione assolutamente negativa sulla giunta De Luca. È però opportuno ricordare al distratto sindaco che la Uil Messina non ha lobby o interessi di qualsiasi natura da difendere. Il sindaco stia sereno e se ne faccia una ragione: l’unica ‘lobby’ che, senza se e senza ma, la Uil ha l’onore e l’orgoglio di rappresentare è quella dei cittadini e dei lavoratori messinesi, nonché dei disoccupati, dei giovani e dei pensionati”.

“Pertanto, in piena ed assoluta sintonia con l’umore e le valutazioni dei cittadini di Messina, ribadiamo che il primo anno di amministrazione De Luca è decisamente fallimentare. Del resto, – conclude il sindacalista – i miseri 8000 voti ottenuti alle elezioni europee dalla candidata (quasi una controfigura) del sindaco De Luca rappresentano l’inequivocabile cartina di tornasole rispetto ad una gestione il cui indice di gradimento, tra i messinesi, è ormai ridotto al lumicino”.

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