Ex Province, raggiunta intesa su prelievo forzoso. Navarra: "Una presa in giro"

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Ex Province, raggiunta intesa su prelievo forzoso. Navarra: "Una presa in giro"

giovedì 09 Maggio 2019 - 11:58

Raggiunta un’intesa definitiva tra Stato e Regione in materia di prelievo forzoso. Nei giorni scorsi i ministri dell’Economia e delle finanze e del Sud da un lato e il presidente della Regione Siciliana dall’altro hanno suggellato infatti un accordo che mira ad evitare il dissesto finanziario delle città metropolitane e dei liberi consorzi siciliani. Si tratta in particolare di un finanziamento di oltre cento milioni di euro che il governo nazionale stanzierà a quello regionale affinché quest’ultimo possa ridistribuire tali somme tra le ex province siciliane in difficoltà. Per il momento è possibile dunque tirare un sospiro di sollievo: città metropolitane e liberi consorzi non rischiano più il default nell’immediato.

L’accordo in questione comunque non è stato esente da critiche, anzi. Si tratta infatti di una soluzione tampone volta a far fronte ad una situazione emergenziale. In particolare, quella della provenienza dei finanziamenti è la principale critica che è stata mossa. Infatti, più che parlare di nuovi finanziamenti sarebbe più corretto parlare di ridistribuzione degli stessi. Questo perché il suddetto finanziamento proviene dal fondo europeo di sviluppo e coesione, le cui somme originariamente erano state già stanziate sempre a favore della Regione Siciliana ma per realizzare degli investimenti sul territorio e non per rimpinguare le casse delle ex province che rischiano il dissesto.

Sulla vicenda è intervenuto deputato nazionale in quota Pd nonché ex rettore dell’Università di Messina, Pietro Navarra, bollando l’accordo raggiunto come una presa in giro. Questo perché non solo si tratta di fatto di una ridistribuzione di finanziamenti che già erano stati erogati, ma anche per via del fatto che, come evidenza il deputato dem, questo trattamento è stato riservato soltanto alla Regione Siciliana. Infatti, Navarra spiega che il resto delle regioni italiane hanno beneficiato di nuovi finanziamenti, senza dover rinunciare a somme che erano già state destinate per altri dossier: “Mentre tutte le altre ex Province italiane negli anni 2016-2019 hanno avuto restituiti interamente i tagli ai propri bilanci effettuati nel recente passato, alle ex Province siciliane non è stato riservato lo stesso trattamento. – spiega Navarra – Da mesi lavoriamo in Commissione Bilancio alla Camera dei Deputati per riconoscere alle ex Province siciliane pari dignità rispetto alle altre ex Province d’Italia. Le audizioni tenute con i rappresentanti dell’Unione delle Province Italiane, della Ragioneria Generale dello Stato e le analisi svolte dall’Ufficio Bilancio della Camera dei Deputati hanno fatto chiarezza e testimoniano inequivocabilmente un’ingiustizia in danno alle ex Province siciliane. Vorrei suggerire al Sottosegretario Villarosa e ai rappresentanti del Governo della Regione Sicilia di leggere i documenti depositati in Commissione Bilancio della Camera per apprendere e comprendere che parità di trattamento significa riconoscere alle ex Province siciliane 243 milioni di euro, di cui 54 a decorrere dal 2019 in avanti e 189 una tantum per gli anni 2016-2018”.

“Con l’incomprensibile complicità della Regione Siciliana, – prosegue il deputato dem – il Governo nazionale si nasconde dietro improponibili accordi e si rifiuta di prendere atto di un’ingiustizia perpetrata in danno ai siciliani. È inaccettabile trasferire alle ex Province i 140 milioni del fondo di coesione, già destinati alla Sicilia a copertura di spese per investimenti. Sembra di assistere al gioco delle tre carte, dove chi gestisce il banco a Roma e a Palermo si diverte, mentre chi ne fa le spese sono i siciliani. Le altre ex Province in tutta Italia hanno avuto un diverso trattamento: il Governo nazionale che aveva tolto loro le risorse le ha restituite fino all’ultimo centesimo, utilizzando risorse dal bilancio dello Stato e non attraverso una ridicola redistribuzione, come sta avvenendo in Sicilia, di risorse già destinate a beneficio dei territori di quelle stesse ex Province. Quella che viene definita dai protagonisti di questa triste vicenda come ‘soluzione’ della grave situazione finanziaria delle ex Province siciliane non è soltanto una indecorosa presa in giro che insulta la dignità dei siciliani, ma, per come è strutturata, è anche del tutto insufficiente per garantire prospettive di funzionamento alle ex Province siciliane che, nel breve periodo, saranno di nuovo costrette a mendicare ciò che gli spetta”.

“La storia, purtroppo, si ripete: la Sicilia e i siciliani – conclude Navarra – subiscono gli effetti dannosi di scelte prese con la colpevole complicità, per inettitudine o opportunismo, della propria classe dirigente che li rappresenta nei governi di Roma e di Palermo”.

Paolo Mustica